Terrarossa: polemica social sull’autovelox tra opposizione e giunta

Polemica sull’aggiornamento dell’autovelox su via Nazionale Cisa a Terrarossa nel comune di Licciana Nardi avvenuto nella giornata di ieri. Lavori visibili sulla strada che hanno destato l’attenzione degli automobilisti e di molti utenti social anche una polemica che monta tra botta e risposta su Facebook tra la posizione espressa dal capogruppo di Siamo Licciana Francesco Micheli e le molteplici risposte che hanno arricchito il dibattito tra cui quella di Mattia Zoboli, assessore alla Protezione Civile e il sindaco Renzo Martelloni che ha fatto riferimento a un problema con la centrale idroelettrica di Ponterotto.

Micheli h dichiarato sul suo profilo riferendosi all’autovelox della discordia: “Un’altra grande opera a Licciana e un altro grande regalo economico per i cittadini. Dopo i Lego a Licciana, la centrale di nuovo ferma a Ponterotto, abbiamo un nuovo Velox a Terrarossa.
Grazie Sindaco”.
Al suo post sono seguiti molti commenti sull’opportunità economica e la necessità della sicurezza in quel tratto di strada di cittadini e di amministratori pubblici tra cui Zoboli che ha affermato: “l’autovelox è stato aggiornato perché il vecchio modello era ormai vetusto e non funzionante con affidabilità il limite è rimasto lo stesso
E come sai serve a garantire la sicurezza di chi abita su quella via” e poi rispondendo sempre a Micheli: “è un’idea come ce ne sono tante ma purtroppo la sicurezza di una contravvenzione è più forte del senso civico di tante persone”.

Il sindaco Martelloni invece si è rifatto al commento del consigliere di opposizione sui costi di investimento per la centrale idroelettrica che ha subito un guasto e ha affermato: “vedere un consigliere trarre soddisfazione da un guasto ad un bene pubblico che questa Amministrazione sta cercando faticosamente di far funzionare per portare utile nelle casse comunali, a beneficio di tutti, mi rattrista.
Vorrei ricordare che una centrale idroelettrica rotta non solo non produce ma presenta dei costi fissi che vanno a carico di tutti noi.
Vista l’età della centrale e della sua turbina (parliamo di ben 30 anni) è chiaro che i guasti possono verificarsi: dopo la riparazione/ripristino del muro della condotta di alimentazione abbiamo avuto diverse rotture impensabili come quella che ci ha obbligato a sostituire 40 condensatori, quella che ci ha costretto a sostituire 2 cuscinetti dell’asse e per ultimo questa che ha interessato l’asse dell’agirante (come si può vedere nella foto allegata).
Mentre l’Amministrazione cerca di darsi da fare per far funzionare la centrale il consigliere Micheli ride.
Le soluzioni sono 2:
o cerchiamo di andare avanti riparando le varie rotture senza criticare, oppure la teniamo ferma. In quest’ultimo caso tanto varrebbe venderla. Mi dica il consigliere Micheli quale soluzione suggerisce”.

Insomma una diatriba a tutto tondo che tra sicurezza e lavori pubblici proseguirà forse in vesti più ufficiali nella sala del consiglio comunale.

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