mercoledì 17 Luglio 2024

Presidente SDS chiede alla regione di derogare sull’utilizzo di giovani medici per garantire la Continuità Assistenziale

In questi giorni tiene banco la questione della Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) in Lunigiana, il cui servizio potrebbe non essere compiutamente garantito nelle sedi di Aulla, Gragnola di Fivizzano e Montedivalli di Podenzana nel corso di questo mese.

Di conseguenza, il presidente della Società della Salute della Lunigiana, Riccardo Varese, si rivolge, con una nota ufficiale, all’assessore al diritto alla salute e alla sanità della Regione Toscana, Simone Bezzini, chiedendo che si deroghi sull’utilizzo di giovani medici neo convenzionati o medici massimalisti affinché possano essere impiegati nella Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica).

Ecco il testo della nota ufficiale, che è stata inviata, per conoscenza, anche al direttore generale dell’ASL Toscana Nord Ovest, Maria Letizia Casani:

“In questi ultimi mesi, la Società della Salute della Lunigiana ha riscontrato numerosi problemi nella copertura dei turni della ex Guardia Medica per evidenti carenze dei medici.

Nel mese di aprile ci sono numerosi giorni di completa assenza del servizio di Continuità Assistenziale, con gravi carenze per la popolazione della Lunigiana; nei successivi mesi, la situazione è destinata ad aggravarsi ulteriormente.

Il servizio di Continuità Assistenziale in bassa Lunigiana dovrebbe essere garantito dalle sedi di Aulla, Gragnola e Montedivalli.

La sede di Montedivalli, come già accaduto in passato, resterà chiusa per mancanza di medici.

Risultano vacanti, allo stato, per il mese di aprile 10 turni nella sede di Gragnola e 16 turni di quella di Aulla.

La normativa prevede che, in caso di chiusura di una sede, il servizio venga garantito dalla sede adiacente, con aggravio del carico di lavoro del medico di turno.

Con la presente, alla luce delle carenza di medici, sono a chiederti la possibilità di utilizzare, previa deroga regionale, giovani medici neo convenzionati o medici massimalisti.

Siamo, infatti, di fronte ad uno stato di necessità che richiede il superamento, almeno temporaneo, delle incompatibilità”.

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