Jacopo Ferri (FI): "Disagi all'ospedale di Pontremoli per il pagamento dei ticket con il pos"

“Non credo ci sia bisogno di aspettare i soldi del cosiddetto MES (di cui tanto si parla a livello nazionale) per fare piccoli e grandi, doverosi, investimenti sugli ospedali della Lunigiana, che peraltro sono da anni richiesti e di tanto in tanto promessi, quasi sempre senza esito”. A dichiararlo è Jacopo Ferri per il coordinamento pontremolese di Forza Italia.
“La nostra azienda Asl, è infatti noto, purtroppo soffre di una gravissima ‘allergia’ agli interventi sulle strutture sanitarie del nostro territorio, alle quali semmai riserva molto più spesso disattenzioni e tagli.
Tra le cose, anche facili da farsi, che esaltano l’atteggiamento menefreghista della Direzione Aziendale vi è quello che, a distanza di mesi dalla sua evidenza, può considerarsi ormai un ‘caso’ emblematico: le modalità di pagamento dei ticket e delle prestazioni sanitarie a cui si è costretti al Cup dell’ospedale di Pontremoli (se non anche in altri) a causa dell’inefficienza aziendale.
Intanto, da tempo ormai, non è più possibile pagare per contanti e questo, che vi siano o meno norme ad imporlo o solo geniali disposizioni aziendali troppo rigide, è di per sé motivo di disagi e complicanze, stante il fatto che spesso si devono riconoscere piccoli importi (non dovrebbe esservi un tetto minimo sotto il quale sia possibile pagare cash?) e altrettanto frequentemente gli utenti sono persone anziane meno inclini a portare con sé bancomat o carte di credito, ma anche ad utilizzarli. In tal senso, si auspica che l’opzione venga al più presto ripristinata.
Ma non basta. Già obbligato a pagare con ‘carta’ il malcapitato utente del CUP ospedaliero (magari ottantenne) non ha avuto per mesi neppure la possibilità di digitare il suo codice bancomat sull’apposita tastiera perché l’apparecchio non passava dalla fessura troppo bassa del vetro blindato che separa la persona dagli operatori!
L’Azienda, evidentemente, nell’obbligare tutti (personale ed utenti) all’efficiente uso dei moderni pagamenti telematici, non ha saputo contemporaneamente dotare il CUP di un pos per carte/bancomat che avesse un prolungamento tale da poter essere fruito oltre il famoso vetro, né ha saputo ordinare la sostituzione di quest’ultimo con un altro vetro idoneo a far passare la macchinetta, in modo da garantire lo svolgimento delle connesse procedure senza costringere i suoi addetti e la gente a pratiche alquanto singolari.
Infatti, l’utente altro non poteva fare, per espletare il dovere di pagatore, che scrivere il proprio ‘pin’ su un foglietto (se non, in casi estremi, addirittura comunicarlo a voce) e passarlo all’operatore attraverso la famosa fessura (almeno a questo idonea!), delegandolo alla digitazione sull’apparecchio del bancomat!
Con ciò, trovandosi tutti quanti, addetti al cup ed utenti, vittime allo stesso modo della situazione imposta e costantemente nell’imbarazzo di una pratica antipatica ed irregolare.
A furia di polemiche, arrabbiature e di qualche segnalazione delle violazioni di norme in corso, l’Azienda si è – si fa per dire – svegliata, ma purtroppo ancora una volta non del tutto. Così da qualche giorno è stata prevista una nuova sensazionale procedura di pagamento per la quale ha previsto che l’utente per pagare si faccia un giretto in più alla postazione della radiologia (intasandola) dove può finalmente trovare, facendo la sua bella ulteriore coda, la ‘soddisfazione’ di riuscire finalmente a versare il proprio obolo!
Era ed è troppo complicato sostituire il vetro o comprare l’estensione dell’apparecchio bancomat per il Cup ospedaliero? Tutto questo solo e soltanto per l’assurda inefficienza di un’azienda che quando si tratta di intervenire a beneficio degli ospedali lunigianesi (e del rispetto delle regole!) non riesce a ricordarsi, o non vuole farlo, neppure delle più piccole e meno onerose necessità.
Vi pare normale? – conclude Ferri – Alla Direzione Aziendale dell’Asl Toscana Nord Ovest, ad oggi, evidentemente sì!”.

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