mercoledì, Agosto 10, 2022
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I disastri ambientali causati dai cambiamenti climatici arrivano a Massa

Riceviamo e pubblichiamo:


L’azione del Fridays for Future in occasione dello sciopero globale è quella di portare nei luoghi simbolo del centro città i maggiori problemi ambientali affrontati dal movimento. I cittadini sono invitati  a seguire un percorso a tappe ironico e che faccia riflettere dove i “meme “ sono accostati ad articoli informativi.
I politici e le grandi aziende non perdono l’occasione per fissare obiettivi di riduzione delle emissioni da raggiungere tra 20 o 30 anni, ma la nostra situazione richiede di attivare misure immediate, in linea con ciò che ci dice la scienza e con il principio di giustizia climatica .
Da marzo dello scorso anno ascoltiamo tutti i giorni figure di rilievo come politici e giornalisti commentare le misure di contenimento del virus; ciò che chiediamo a chi ha voce e visibilità è di parlare invece del legame tra la perdita di biodiversità e lo sviluppo di pandemie e malattie infettive. Un legame troppo spesso dimenticato e sottaciuto che oggi permette ad attività molto impattanti di evitare di fare i conti con le conseguenze del loro modello di sviluppo. Modelli che devastano i territori, che siano le Apuane, la foresta Amazzonica o il Congo.

Da quando il movimento Fridays For Future Massa è nato, abbiamo affrontato vari nodi che è fondamentale sciogliere per poter finalmente parlare di tutela dell’ambiente anche in questa provincia inquinata e fortemente minacciata. Abbiamo parlato di escavazione del marmo per la produzione di carbonato di calcio, un’attività incompatibile con gli obiettivi dell’Agenda 2030 stabiliti dall’Ue. In proposito, vigileremo affinché le risorse del Next Generation Eu non vadano a questo genere di attività. Né tanto meno ad iniziative di green washing che deformano il concetto di economia circolare, come il progetto che prevede il ripascimento delle coste con gli scarti del marmo. Continueremo a chiedere investimenti di ordinaria amministrazione sulla rete fognaria, perché noi sì, vogliamo che le spiagge siano in salute e che le acque non siano contaminate da batteri che arrivano a uccidere anatre e nutrie. E ci faremo sentire per dire basta a quelli grandi opere che non mettono al centro la “natura della natura” come la realizzazione di un muro alto cinque metri alla foce del Frigido: i fiumi devono essere manutenuti, non imprigionati.

Chiediamo a tutti di sostenere la nostra battaglia in ogni forma possibile. Seguiteci attraverso la pagina Facebook nell’attesa di tornare in piazza a manifestare tutti insieme. Cogliamo l’occasione per ricordare che come FFF domenica parteciperemo alla biciclettata organizzata dal collettivo Athamanta per denunciare le gravi conseguenze dell’escavazione del marmo nell’acqua pubblica.

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