Le sentinelle in piedi dicono no al ddl Zan, perchè? (Una veglia anche a Pontremoli)

Riceviamo e pubblichiamo con spirito critico un comunicato da parte delle Sentinelle in Piedi.

“Di fronte ad una legge bavaglio che potrà potenzialmente rendere “omofobo per legge” chiunque non si allinei al mainstream, siamo pronti a scendere di nuovo in piazza per difendere la libertà d’espressione”, scrivono le sentinelle in una nota stampa.

“Il ddl Zan non serve a impedire violenze o ingiuste discriminazioni, per questo c’è già il nostro codice penale con le aggravanti se necessarie. Il testo ha lo scopo di imporre per legge una visione dell’uomo fluido, privato dei suoi legami fondamentali, senza identità, più confuso e quindi manovrabile”.


In realtà:

  • L’articolo 3 del ddl Zan modifica l’articolo 604-ter del codice penale che corrisponde all’articolo 3 della legge Mancino, che si occupa delle circostanze aggravanti. Il ddl Zan, modificando l’articolo 3 della Mancino e il relativo articolo del codice penale, fa rientrare nelle aggravanti previste dal codice penale anche le discriminazioni fondate su sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere o disabilità.
  • Nel nostro ordinamento giuridico non esiste una specifica aggravante per i casi di cui si occupa il ddl Zan. Il codice penale, così com’è, non si occupa di condotte motivate da omotransfobia. Chi è contrario al ddl sostiene però che questo tipo di crimini sarebbero già compresi nell’articolo 61 del codice penale che si occupa delle circostanze aggravanti comuni applicabili a qualsiasi reato. E dice che rientrerebbero, precisamente, nell’aggravante che consiste nell’avere agito “per motivi abietti o futili”.

“Sarà un potenziale omofobo chiunque non sposi il pensiero delle realtà cosiddette Lgbt, che per altro sono le prime a discriminare quando pretendono di parlare in nome di tutte le persone che provano attrazione per lo stesso sesso, molte delle quali sono contrarie a questo testo. L’ideologia gender, già entrata nelle nostre scuole, si imporrà ancor di più con l’istituzione della giornata sulla cosiddetta omotransfobia obbligatoria”, sostengono le Sentinelle in Piedi.


In realtà:

  • Il ddl Zan non introduce nelle scuole la cosiddetta “ideologia gender”, un concetto peraltro che non esiste nei termini in cui viene spesso descritto: chiede invece interventi anti-discriminazione.
  • Gli articoli finali del ddl Zan riguardano l’istituzione della giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia “al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contra­stare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere, in attuazione dei princìpi di eguaglianza e di pari dignità so­ciale sanciti dalla Costituzione”. Si dice che le scuole provvederanno alle attività di prevenzione e contrasto e che l’ISTAT dovrà fare delle indagini con cadenza almeno triennale su questo tipo di discriminazioni e violenze “al fine di verificare l’applicazione della riforma e implementare le politiche di contrasto”.

Siamo di fronte ad un testo funzionale alla repressione del dissenso: si punirà (e poi si “rieducherà” come previsto dal testo stesso) chi si esprimerà in modo “non allineato” sui temi della famiglia, del matrimonio e dell’identità umana. Ma non solo”.

“Siamo all’interno di un disegno molto più grande. Un potere transnazionale impone il Pensiero Unico attraverso media e politica, col supporto di sedicenti esperti. Lo Stato e le entità sovranazionali, sempre più in mano alla grande finanza e alla tecnocrazia, pretendono di definire che cosa ci fa bene e che cosa ci fa male, quali sono i diritti “concessi” ai cittadini e quali negati, quali attività sono essenziali e quali no, che cosa si può dire e che cosa no, che cosa si può fare e che cosa no. Che cosa dobbiamo fare del nostro corpo. Il dissenso viene ridicolizzato, deriso, screditato, silenziato e poi patologizzato. Etichettare le persone come “omofobe” infatti è il preludio del segnalarle come affette da una patologia, lo stesso avviene con chi in questo momento non condivide le politiche di gestione della pandemia”.

Il metodo è simile perché la matrice è la stessa.


In realtà:

  • L’articolo 4 specifica infatti che «sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee e alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti».

“Non saremmo quindi sinceri se non dicessimo che non è solo una questione di libertà: questo testo impedirà di esprimere pubblicamente la verità sull’uomo, ovvero che nasciamo maschio e femmina e nessuna legge potrà cambiare questa realtà. La persona umana non può essere ridotta al suo orientamento sessuale. Ciascuno di noi è innanzitutto una creatura con dignità infinita, chiamata a compiere il suo destino buono.

Ecco perché scendiamo in piazza. Scegliamo lo spazio pubblico reale – invece di quello virtuale – per affermare il nostro essere cittadini liberi e protagonisti.

Saremo in silenzio, con un libro in mano, per contrastare il mare di menzogne che ci vengono propagate ventiquattro ore al giorno. Noi ci prendiamo il tempo per la verità.

Saremo ad un metro di distanza non per il cosiddetto distanziamento sociale, ma perché ciascuno di noi veglia in quel metro quadrato di piazza, nello stesso modo in cui è sentinella nella sua vita”.

Insieme perché solo una rete di relazioni vere può contrastare un sistema che ci vuole controllati, distanziati, soli e manovrati.

Saremo in piazza anche per chi ci contesta non ha capito la portata epocale di questa battaglia.

Per chi volesse partecipare:

PROSSIME VEGLIE

Domenica 23 Maggio 2021

  1. CREMA – Piazza Duomo, Ore 17
  2. PONTREMOLI (MS) – Piazza Italia, Ore 16

Sabato 29 Maggio 2021

  1. AREZZO – Piazzetta San Michele, Ore 16
  2. CREMONA – Piazza del Comune, Ore 16:30
  3. BRESCIA – Piazza Vittoria, Ore 16:30
  4. BUSSOLENGO (VR) – Piazza XXVI Aprile, Ore 10:30
  5. TRIESTE – Piazza Sant’Antonio Nuovo, Ore 16:30

Domenica 30 Maggio 2021

  1. ASCOLI PICENO – Piazza del Popolo, Ore 18

Venerdì 4 Giugno 2021

  1. CAGLIARI- Piazza Garibaldi, Ore 18
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