Afghanistan, accoglienza e diritti, se ne è parlato ad Aulla

Sabato pomeriggio ad Aulla, presso la vecchia stazione, c’è stato un interessante incontro promosso da ARCI assieme ad altre associazioni di volontariato durante il quale è stato possibile incontrare una famiglia afghana appena arrivata in Italia. L’idea di fondo del pomeriggio è stata quella di far conoscere a tutti i partecipanti in che modo poter collaborare per aiutare le famiglie in fuga dall’occupazione dei talebani e chiarire cosa stanno già facendo istituzioni, enti locali e non solo per avviare un progetto concreto di accoglienza.

Ilaria Biagi di ARCI ha detto: “Da parecchi anni come ARCI abbiamo introdotto progetti di accoglienza, (ora nominati) SAI assieme alla SDS, da diverso tempo abbiamo avuto modo di incontrare e conoscere amici che venivano dall’Afghanistan e con quello che è successo di recente abbiamo capito meglio le loro storie”.

“Per noi una delle questioni fondamentali è rappresentata dall’accoglienza – ha aggiunto -, poter aprire dei canali perché le persone arrivino qui in sicurezza, per poterle accogliere, perché abbiano diritto all’asilo e siamo contenti che alcuni oggi ci abbiano già raggiunto, in particolare una famiglia che ora è nella nostra provincia e il cui capofamiglia lavorava in ambasciata a Kabul. Purtroppo sono rimaste in Afghanistan tante persone di cui dobbiamo occuparci, stiamo cercando di costruire una rete anche su questo territorio, assieme agli enti locali, sempre molto disponibili, le associazioni, l’ANPI”.

A loro volta la famiglia ospite ha espresso la propria gratitudine per l’accoglienza ricevuta in questo momento di difficoltà: “Grazie per quello che avete fatto per tutti noi che arriviamo dall’Afghanistan – hanno detto per voce del traduttore -, vogliamo ringraziare tutti, siamo molto felici per la vostra gentilezza, non ci sentiamo soli”.

All’incontro erano presenti anche il sindaco di Aulla Roberto Valettini e la sindaca di Filattiera Annalisa Folloni: “Noi, come enti locali, ci siamo subito attivati. Cerchiamo di portare avanti un progetto di accoglienza assieme agli operatori, ma anche di riunire, ad esempio, famiglie al momento separate”, ha affermato la sindaca.

“L’appello che ci è arrivato da Zarifa Ghafari ha smosso le nostre coscienze. La sua è una storia a lieto fine che però non ci deve far dimenticare le famiglie che ancora non sono in salvo. L’Unione Europea non se ne sta occupando in modo approfondito, noi sindaci siamo disponibili per l’integrazione. Grazie ARCI e associazioni per tenere aperto lo sguardo verso le politiche internazionali”.

Il Sindaco di Aulla Valettini ha rimarcato l’importanza di attivare tutti i canali possibili per far diventare realtà i vari progetti: “La fragilità dell’Unione Europea in questo contesto è evidente, non c’è un impegno più forte, che sarebbe stato indispensabile. Credo che momenti come questi, in cui istituzioni sono vicini alle associazioni, diventano momenti di sensibilizzazione importanti. Anche come Unione di Comuni abbiamo fatto un paio di appuntamenti – ha ricordato il Sindaco e Presidente dell’UCML -, affinché questo sistema di accoglienza integrata abbia poi delle scelte concrete e operative. Aulla e Filattiera sono su questa lunghezza d’onda, mi auguro che lo siano anche gli altri comuni della Lunigiana. Integrare e proporre è la mission che ci dobbiamo dare insieme”.

Altre associazioni si sono poi presentate e hanno portato la loro vicinanza alla famiglia, mentre ARCI ha espresso le richieste per la garanzia dei diritti civili della popolazione coinvolta nella crisi afghana. In particolare: “attivarsi da subito e con strumenti concreti, alcuni già previsti dalla normativa vigente. A partire da un ampio programma di ricollocamenti e trasferimenti, da attuare anche dai paesi di transito e dalla concessione di visti temporanei attraverso l’attivazione della direttiva europea 55 del 2001, adottabile a maggioranza qualificata. E poi: la sospensione di qualsiasi decisione negativa (diniego, respingimento, rimpatrio) nei confronti degli afghani già presenti sul territorio dell’Ue, garantire assistenza e protezione umanitaria ai 39 milioni di afghani rimasti nel Paese, consentire l’accesso in sicurezza, con un particolare riguardo a donne e casi più vulnerabili”.

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