Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, i dati della SDS

Oggi è il 25 novembre, data in cui si celebra la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, e da 13 anni il Centro Donna Lunigiana, gestito dalla Società della Salute della Lunigiana, offre un servizio di accoglienza e consulenza alle donne vittime di violenza e non.

Ricordiamo che la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” è una ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 ed ha designato il 25 novembre come data della ricorrenza, invitando i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG ad organizzare in quel giorno o, comunque, nei giorni vicini attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema della violenza contro le donne.

Il Centro Donna Lunigiana, che fa parte della rete dei Centri Antiviolenza riconosciuti dalla Regione Toscana, si pone l’obiettivo di dare informazioni e creare consapevolezze che serviranno alle donne per prendere, se vorranno, decisioni importanti per la propria vita.

Il compito del gruppo di lavoro del Centro Donna Lunigiana è quello di offrire sostegno nei momenti di emergenza, sul piano psicologico, giuridico e di accesso ai servizi, ma, soprattutto, di cercare di aiutare le donne a formare una propria coscienza di sé stesse, rappresentando la possibilità di un percorso di vita differente, da svolgere in modo sempre più autonomo, non solo assistenziale.
Questo deve essere un traguardo del Centro Donna Lunigiana, ma anche degli altri soggetti con i quali, costantemente, viene alimentata una rete di relazioni, prassi, esperienze diverse e di arricchimento, che sono, poi, patrimonio sociale ed educativo della collettività.

Il Centro Donna Lunigiana, però, non si muove solo su ciò che è accaduto, ma vuole porsi come strumento di monito e prevenzione anche per quello che potrebbe accadere, rivolgendosi al mondo scolastico, al personale docente e agli studenti: solo perseguendo questa fondamentale finalità educativa, infatti, si potranno fornire gli strumenti per riconoscere la violenza, in tutte le sue forme, per poterla tenere a distanza e per evitare danni che, una volta perpetrati, possono avere conseguenze irreversibili. 

Il Centro Donna Lunigiana, attivo sul territorio dal settembre 2008, è diventato perno delle reti di contrasto al fenomeno della violenza di genere, così come richiesto dalla legge regionale 59 del 2007 che disciplina le “Norme contro la violenza di genere”.

Nella giornata di martedì 23 novembre, il Centro Donna Lunigiana ha partecipato alla presentazione del tredicesimo rapporto sulla violenza di genere della Regione Toscana, pubblicazione che raccoglie e analizza i dati che i vari Centri trasmettono per l’annualità di riferimento.

I dati fotografano la seguente situazione:

CARATTERISTICHE DELLE DONNE

• 71,6% italiane

• 60% età compresa tra i 30 e i 49 anni

• 42,5% licenza media superiore

• 55,6% non può contare su una propria autonomia economica

• 60% non può contare su una rete familiare o amicale

TIPO DI VIOLENZA

• 85%  psicologica

• 60,9% fisica

• 27,2% economica

• 21% minacce

AMBITO AFFETTIVO

• 55% partner attuale

• 24,6% ex partner

• 12% un membro della famiglia di origine

CARATTERISTICHE AUTORE DI VIOLENZA

• 80% italiani

• 57% dei casi di età compresa tra i 40 e i 59 anni, in quasi la metà dei    casi coniugati

• 44% diploma di scuola secondaria di primo grado

• 48% dei casi risultano occupati in forma stabile

Dall’analisi dei dati si capisce quanto importante sia l’autonomia economica delle donne: a questo proposito il Centro Donna sta sperimentando la recente adozione del “Reddito di libertà”, destinato a donne vittime di violenza seguite dai Centri Antiviolenza riconosciuti dalle Regioni e dai servizi sociali nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, al fine di contribuire a sostenerne l’autonomia.

La misura consiste in un contributo economico stabilito nella misura massima di 400 euro mensili.

Da sottolineare che durante il periodo di lockdown, il Centro ha dovuto affrontare nuove tipologie di lavoro, in modo che le donne potessero, comunque, essere raggiunte e aiutate anche non in presenza.

Questo ha significato sperimentare nuovi corridoi di accesso e nuove modalità con l’utilizzo della tecnologie, ma anche un implemento e una diversificazione della professionalità degli operatori e della rete a vario titolo coinvolti.

IL CENTRO DONNA LUNIGIANA: 

offre un servizio di accoglienza e ascolto telefonico per le persone che richiedono consulenza e informazioni in risposta a stati di disagio o difficoltà di vario genere (personali, familiari, relative ad abusi, maltrattamenti e violenza fisica o psicologica);

facilita l’accesso alle informazioni e alla legislazione sui temi delle Pari Opportunità, al fine di offrire strumenti per una migliore conciliazione dei tempi di vita di donne e uomini e per utilizzare al meglio le opportunità e le risorse messe in campo a livello locale, nazionale e comunitario;

promuove la diffusione di una cultura di genere in tutti i campi del sapere e della vita quotidiana, sperimentando uno sguardo sulla società che tenga sempre conto della differenza tra i sessi;

offre consulenza, orientamento e crea spazi di incontro virtuali e reali sul territorio dei Comuni che aderiscono al progetto; 

promuove la logica del lavoro di rete tra gli enti locali, i sindacati, le associazioni femminili, le commissioni, i comitati e gli assessorati alle Pari Opportunità, le donne presenti nelle istituzioni locali, le Forze dell’ordine, al fine di dare visibilità alle azioni positive e alle buone prassi realizzate dai diversi soggetti.

Il Centro Donna Lunigiana nasce da un progetto pilota attuato sul territorio di Pontremoli a partire dal settembre del 2008.

Il successo ottenuto avvia un percorso, guidato dalla Società della Salute della Lunigiana, che porterà le istituzioni ad allargare il progetto sul territorio, attivando  sportelli nei Comuni di Aulla, Bagnone, Fivizzano, Licciana Nardi, Villafranca, Tresana, Filattiera e Mulazzo.

L’organizzazione del servizio si sostanzia in due momenti separati: attività di front office, svolta dall’operatrice di primo ascolto presente nelle varie sedi sopracitate, nei giorni ed orari prefissati (questa fase rappresenta il momento di accoglienza della persona e il filtro che, ove richiesto, porterà all’appuntamento per le consulenze); il secondo livello si svolge nell’ambito della consulenza.

Il Centro Donna Lunigiana è collegato al numero nazionale antiviolenza1522.

Ecco come contattare le operatrici e il gruppo di consulenza: telefono 3457413683 e relativo profilo whatsapp; posta elettronica centrodonna1@gmail.com.

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