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www.doveecomemicuro.it, portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, ha realizzato un’indagine sugli ospedali italiani più performanti per numero di parti (fonte: PNE 2018 relativo all’anno 2017). L’alto volume di attività, infatti, si traduce in maggiori garanzie di sicurezza per mamme e bambini.
In Toscana, le strutture pubbliche o private accreditate che effettuano parti sono 25. Il 52% rispetta il valore di riferimento fissato a 1000 parti mentre il 20% non rispetta il valore minimo di 500 nascite l’anno.
“Per garantire una maggiore sicurezza, questi centri andrebbero accorpati o riconvertiti, ad esempio in ambulatori. Un discorso a parte va fatto per gli ospedali situati nelle valli o in montagna, località difficili da raggiungere, in cui dei punti nascita devono necessariamente esserci anche se i loro volumi di attività non sono in linea con gli standard”, spiega Grace Rabacchi, Direttore Sanitario dell’Ospedale Sant’Anna – A.O.U Città della Salute e della Scienza di Torino, presidio che si riconferma 1° in Italia per numero di bambini nati.
A livello nazionale, l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze è al 7° posto in Italia per volume di parti: ne ha effettuati 3.399 (perde una posizione rispetto all’edizione precedente quando era al 6° posto con 3.565 partì).
A livello regionale, a conquistare le prime posizioni sono l’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze, il Nuovo Ospedale di Prato Santo Stefano di Prato, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana – stabilimento di Santa Chiara di Pisa, l’Ospedale San Giovanni di Dio Torregalli di Firenze e l’Ospedale Apuane di Massa.
L’Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze, il Nuovo Ospedale di Prato Santo Stefano di Prato, l’Ospedale San Giovanni di Dio Torregalli di Firenze e Ospedale Apuane di Massa rispettano la soglia per quanto riguarda la percentuale di tagli cesarei primari, che devono mantenersi inferiori-uguali al 25%.