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Lascito solidale: perché farlo e quali sono i limiti

Il negozio testamentario è un atto molto semplice il cui scopo è quello di disporre dei propri beni per il tempo in cui si avrà cessato di vivere. Più precisamente, l’atto mortis causa per eccellenza, ovvero il testamento, consente sia di tutelare i propri familiari che di dar spazio alle proprie volontà. Infatti, è vero che la legge impone in favore di determinati soggetti (c.d. legittimari) una quota del patrimonio del testatore (c.d. quota di riserva), ma è altrettanto vero che il testatore può liberamente disporre della parte disponibile del proprio patrimonio. Ciò significa che, relativamente alla quota disponibile, il testatore può fare ciò che vuole, anche prevedere dei lasciti solidali, a favore di associazioni e/o organizzazioni che si impegnano attivamente per aiutare le persone più bisognose, come ad esempio MSF, che da 50 anni aiuta le persone più bisognose in situazioni di conflitto, epidemie e catastrofi naturali

La quota di riserva

Come già accennato, l’ordinamento giuridico italiano prevede una tutela per i legittimari del testatore ovvero il coniuge (o il soggetto unito civilmente), i figli e, in mancanza di questi, gli ascendenti (ovvero i genitori del testatore). Proprio per questo, la legge assicura che essi ricevano la maggior parte del patrimonio del defunto, la cosiddetta quota di riserva. La quota disponibile, invece, come già precisato, è una parte del patrimonio che può essere gestita (e quindi devoluta) in totale libertà, senza ledere i diritti altrui. Tale precisazione è importante se si ha intenzione di devolvere una parte del proprio patrimonio a enti, organizzazioni no profit per fini solidali attraverso i c.d. lasciti testamentari. I legittimari, infatti, possono pretendere al massimo ciò che gli riserva la legge, sulla quota disponibile, invece, non possono avere alcuna pretesa, quindi il testatore è libero di fare ciò che vuole (relativamente a essa).

Perché fare un lascito solidale?

Disporre nel proprio testamento un lascito solidale permette di tramandare i propri valori dando un sostegno concreto a una causa importante, come il diritto allo studio oppure l’accesso alle cure nelle zone più povere del mondo, la ricerca per le malattie, ecc. Inoltre, con questo gesto è possibile far valere le proprie volontà, scegliendo in maniera consapevole come disporre del proprio patrimonio. Attraverso un testamento solidale, in poche parole, è possibile lasciare un’impronta nel tempo e dare una mano, in concreto, a persone che si trovano in difficoltà.

Cosa e quanto devolvere alle organizzazioni?

Per un lascito solidale non ci sono delle cifre minime. È possibile sostenere le cause delle organizzazioni senza scopo di lucro anche con un piccolo contributo, perché ogni importo fa la differenza. Questo ovviamente non significa che è possibile lasciare solo ed esclusivamente somme di denaro. Il testamento solidale, infatti, può avere per oggetto anche altri beni mobili e immobili. Ad esempio, è possibile devolvere azioni di una società, titoli di investimento, gioielli, arredi, appartamenti, box auto, terreni ecc., in base alla propria disponibilità. Più in generale, è possibile devolvere tutto ciò che è suscettibile di una valutazione economica e che, in concreto, possa rivelarsi utile per aiutare il prossimo.

Come fare un lascito testamentario?

Giunti a questo punto potrebbe sorgere spontanea la domanda: come si fa un lascito testamentario? Diversamente da come si potrebbe pensare, è molto semplice. È sufficiente inserire all’interno del proprio testamento una disposizione (ad esempio un legato) in favore di un determinato ente/organizzazione. Nel caso lo si voglia fare attraverso un testamento olografo (ovvero un testamento scritto a penna datato e sottoscritto dal testatore) è importante ricordarsi due cose: specificare bene chi è il soggetto beneficiario del lascito testamentario e specificare bene qual è la somma di denaro oppure il bene che si vuol lasciare in favore di quest’ultimo.

Redazione
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