Il comitato SOS Lunigiana vuole fare luce sulla situazione della Don Gnocchi

Riceviamo e pubblichiamo:

Da tre mesi è chiusa la struttura di Fivizzano della fondazione Don Gnocchi – esordisce il comitato SOS salute – e ancora non si sa quando dovrebbe riaprire. Dalla stampa abbiamo appreso il primo luglio che la struttura sarebbe stata chiusa per circa 40 giorni per attività di sanificazione, successivamente dopo un’inspiegabile ritardo di circa due mesi il comune di Fivizzano comunicava che la struttura avrebbe riaperto il 30 settembre e sarebbe stata firmata una convenzione da parte della Don Gnocchi e della ASL senza specificare su quali specifiche di cura.

Allo scadere di questa ulteriore data – prosegue il comitato – non sono giunte ulteriori novità se non ancora ritardi nella ripresa dei servizi che si dice potrebbero non riguardare il secondo piano aperto appena un anno fa, con il sacrificio da parte dell’ospedale di 6 posti letto di bassa intensità di cura che sono passati dal nosocomio pubblico alla struttura privata e che in questi mesi sono transitati in Costa. Ciò ha comportato ad oggi la perdita di un servizio indispensabile post operatorio, unico per tutta la Lunigiana.

Tutto questo è vergognoso anche per quanto riguarda gli operatori della struttura che ad oggi ancora non sanno se potranno riprendere le loro attività presso la struttura vicina di Fivizzano oppure dover proseguire la attività recandosi in Costa o nelle altre strutture in cui sono stati trasferiti.

La Don Gnocchi ha svolto e, aggiungiamo avrebbe dovuto svolgere, un’attività di riabilitazione altamente qualificata che dai Piani attuativi dei primi anni 2000 avrebbero dovuto fare dell’ospedale di Fivizzano un polo specializzato nell’attività riabilitativa. Un eventuale  depauperamento della Don Gnocchi ad oggi comporta un depauperamento anche del nostro ospedale. Ancora non si conosce il contenuto dell’ eventuale convenzione che dovrebbe consentire la riapertura della Don Gnocchi, si parla dell’introduzione del servizio di hospice e delle cure palliative e queste erano soluzioni che il nostro comitato aveva proposto diversi anni fa per un’eventuale riapertura del secondo piano, proposte che speriamo oggi vengano  recepite ma che non vadano togliere posti letto all’attività di riabilitazione che deve continuare ad essere il punto fermo della struttura Don Gnocchi e trascinare anche l’attività ospedaliera. Ad oggi quindi non sappiamo quanto sia previsto dalla convenzione e nemmeno quale sarà la data effettiva e certa della riapertura.

Non si spiega quanto sta accadendo – conclude il comitato – e anche noi aderiremo a il sit in di protesta organizzato dai sindacati martedì mattina presso il mercato di Fivizzano.

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