8 Febbraio 2023

Torna Dolce&Farina il contest per i produttori di farina di castagne della MaB dell’Appennino Tosco Emiliano

C’è un alimento dal sapore antico di secoli. In Appennino, dove ancora lo si produce, torna il contest a lui dedicato: Dolce&Farina, è la gara tra i produttori di farina di castagne della Riserva di Biosfera Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano. Aperte in queste ore le iscrizioni per la quinta edizione che si propone da un lato di dare valore alle aziende partecipanti, dall’altro di informare un pubblico sempre più attento alle produzioni di qualità.
I produttori di farina di castagne, realizzata con metodo tradizionale, espressione dei quattro territori del crinale Tosco Emiliano del Parco (Parma, Reggio, Massa Carrara e Lucca), saranno presenti per contendersi il titolo di “produttore dell’anno”, altresì una occasione per rafforzare la rete di sinergie e collaborazioni anche del progetto Upvivium Biosfera Gastronomica Menù a Km 0.
Il contest si terrà il 29 dicembre 2022, dalle ore 16, presso la sede del Parco nazionale dell’Appennino a Sassalbo, con l’analisi sensoriale del prodotto delle aziende partecipanti a cura una giuria di esperti e proseguirà, quindi, con la degustazione per il pubblico di diversi piatti a base di farine di castagne prodotte delle aziende in competizione, realizzate dal Ristorante Fiorini di Sassalbo che ha la sua sede all’interno di un castagneto secolare, dal Ristorante Gambin di Podenzana e dai Pattonari di Agnino. Un vero percorso della Riserva di Biosfera fatto di piccoli assaggi che sanno esaltare il prodotto di base mixando tradizione e innovazione. La degustazione dei piatti sarà gratuita.

Le iscrizioni scadono il 22 dicembre alle ore 12. È possibile iscriversi dal sito del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.

http://www.parcoappennino.it/newsdettaglio.php?id=72248

Un prodotto millenario

La filiera della castagna è un percorso millenario che da sempre lega le comunità d’Appennino alle loro montagne. Il castagno è stato per secoli “l’albero del pane”, ancor prima dell’introduzione della patata dalle Americhe. Per molti piccoli borghi il recupero della castagna, la riaccensione degli essiccatoi e le fasi di produzione della preziosa farina, rappresentano un ritrovato senso di comunità, un lavoro per tutti i mesi autunnali, fino all’inverno, che riporta le persone a stare insieme per un bene che torna ad essere collettivo. L’importanza della farina è tale che il suo valore sociale è tornato anche ad essere economico. Un valore riconosciuto che per molti produttori è anche certificato dalla Dop.

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