26 Febbraio 2024, lunedì
6.2 C
Fivizzano

Tendola, un corso di inglese ma non solo, così si “abita il futuro”

Immaginate la possibilità di seguire di sera, con madrelingua, del territorio, un corso di inglese gratuito con sede l’entroterra più spettacolare di Fosdinovo (vista Apuane, paese attorno). Bene, è questa l’iniziativa della Società Mutuo Soccorso di Tendola, che su Facebook ha annunciato mercoledì scorso un corso che in 24 ore è andato sold out.

Aperto a tutti, è organizzato dalla società con alcune persone d’Inghilterra – e oggi del borgo. I partecipanti, trenta in totale, sono di età tutte diverse e «due giovanissimi, studenti delle medie di Fivizzano». «Credo sia la prima volta per il comune – spiega Mario Mariani, presidente della società di mutuo soccorso – ma non è il nostro primo corso. Nel 2023, per esempio, ne abbiamo realizzato uno dedicato all’utilizzo del DAE, acquistati da noi, sempre per il posto. Ora abbiamo pensato all’inglese, grazie a chi, da pensionato, mette a disposizione, gratuitamente, il proprio tempo. Donne che hanno scelto Tendola da un po’».

Ora, raggiunto in poche ore il numero massimo, insieme si preparano ad accogliere le classi, in sede, da febbraio. Lo rifaranno? «Possibile. In molti lo stanno chiedendo». Facile pensarlo, facile sperarlo. Tra le più antiche d’Italia, la società è stata fondata nel 1905 e da allora si è dedicata sempre (sempre) al suo paese, all’area intorno. A metterla in piedi il dottor Umberto Barini, «vissuto 103 anni, medico importantissimo».

«Era di Tendola, aveva scelto di essere medico di condotta a Tendola, rinunciando tra l’altro all’insegnamento. Diceva aver percorso tanta terra quanto da qui alla luna, era il suo modo di dire tipico, per la scelta che aveva fatto. Non solo rifiutare la cattedra di Pisa, per i pazienti, per il suo mondo, ma di più regalare il suo calesse a un contadino – che tanto girava a piedi, piuttosto». Aveva pazienti da Tendola a Fivizzano. La terra da percorrere era tanta tanta, davvero. Era un personaggio, di cui oggi resta ricordo, eredità, casa museo. Lì dentro appesi cappotto e borsalino, come dovesse uscire, ancora, da un momento all’altro. In pratica fonte d’ispirazione e modello. Come da nome, in principio i soci dell’sms si autotassavano, a offrirsi sostegno: «Una comune associazione: è ed è sempre stata questo».

Oggi, con 150 abitanti di cui otto persone al coordinamento, essa continua a offrire servizi, supporti e iniziative di vario tipo. Per i suoi, per il paese, per l’area intorno. È una forma (resistente) di abitare: il futuro.

News feed
Notizie simili