sabato 22 Giugno 2024

Pronte le prime bottiglie dello Sciacchetrà del migrante

Nelle prossime settimane verrà organizzata un’asta benefica per la vendita di queste prime produzioni

Dopo oltre due anni di lavoro, sono pronte le prime 56 bottiglie dello Sciacchetrà del migrante, il prezioso passito Doc dell’azienda agricola Possa di Riomaggiore prodotto nell’ambito di “IntegrAzioni”.

Il progetto, che oggi conta circa 80 partner, è nato grazie ad un protocollo d’intesa siglato nel 2016 da Fondazione Carispezia con Caritas Diocesana La Spezia-Sarzana-Brugnato, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori. “IntegrAzioni”, realizzato per rispondere ai bisogni dei più fragili e offrire nella provincia della Spezia percorsi concreti di integrazione e di inserimento socio-lavorativo nei settori dell’ agricoltura e manutenzione del territorio ma anche nella nautica e nella ristorazione, ha visto uno sviluppo significativo nell’area del Parco Nazionale delle 5 Terre con la realizzazione di progetti specifici dedicati al ripristino dei muretti a secco e alla viticoltura.

Per la produzione dello Sciacchetrà del Migrante è stato ripulito oltre un ettaro di terreno terrazzato abbandonato, metà di proprietà della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato e metà dell’azienda agricola Possa di Heydi Bonanini, nella zona del Lavaccio, collina sopra l’abitato di Riomaggiore, dove, nel marzo del 2022 sono stati ripristinati i vigneti. La vendita del prezioso vino, dal colore giallo dorato con riflessi ambrati e dal profumo intenso di passito, con note che richiamano il miele e un sapore armonico, con un retrogusto mandorlato, andranno a finanziare il progetto stesso.

Nelle prossime settimane verrà organizzata un’asta benefica per la vendita di queste prime bottiglie. Dieci migranti sono stati impegnati per la produzione dello Sciacchetrà mentre il progetto IntegrAzioni ha permesso, in questi 8 anni, la realizzazione di oltre 100 corsi di formazione, 200 percorsi offerti tra borse lavoro e tirocini e l’assunzione di 115 persone con regolare contratto che vivono diverse condizioni di fragilità.

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