sabato 25 Maggio 2024

Le ricette della tradizione lunigianese: la polenta incatenata

Una zuppa gustosa e nutriente, in grado di richiamare immagini che sanno di unione e memoria storica, ma anche famigliare. Semplice nella preparazione – come la maggior parte dei piatti contadini – ma anche negli ingredienti, si tratta di una ricetta a base, ovviamente, di farina di granoturco, associata poi a cavolo nero e fagioli, in ultimo all’aggiunta di proteine animali.
Ingredienti e dosi x4 persone: Un osso fresco di maiale, 2,5 etti di fagioli borlotti, 1 o 2 cavoli neri a seconda della grandezza, 300gr di farina gialla, formaggio grattugiato.
Come si fa: Mettete la sera prima i fagioli in bagno, prendete l’osso di maiale fresco, ancor meglio se non completamente scarnificato, cuocetelo per 30 minuti in acqua salata (2 litri dovrebbero bastare), poi aggiungete il cavolo nero pulito e tagliato a strisce. La cottura deve continuare per altri 30 minuti, poi bisogna togliere l’osso, aggiungere la farina gialla, mescolare continuamente per evitare che si attacchi l’impasto al fondo della pentola e cuocere per altri 45 minuti. Si versa poi il contenuto nelle scodelle con l’aggiunta di un cucchiaio di olio crudo ovviamente extravergine d’oliva e si cosparge di tanto formaggio.
Si tratta di un piatto tipicamente invernale e veniva preparato soprattutto durante il periodo della macellazione del maiale.

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