venerdì 14 Giugno 2024

La Spezia, omicidio in Piazzale Ferro. Prime ricostruzioni.

Un movente passionale forse, quello che nel primo pomeriggio di ieri, poco dopo le 13.00, avrebbe portato Francesco Ruggero, quarantaseienne, sottoufficiale dell’aeronautica, a freddare dinnanzi ai suoi figli, con diversi colpi di pistola, Vincenzo D’Aprile, ristoratore di 56 anni, titolare della trattoria “Il Centro” di Cadimare. L’assassino, dapprima datosi alla fuga, si è poi costituito dopo tre ore.
L’omicidio si è compiuto nel quartiere della Chiappa, non distante dalla stazione ferroviaria. Secondo le prime ricostruzioni Daprile si era incontrato in piazzale Ferro con i due figli e la ex compagna. Si trovava nei pressi della propria auto, un suv, quando è arrivato Ruggiero a bordo di una Fiat 500 presa a noleggio. Secondo quanto raccontato alla polizia dalle persone che hanno assistito ai fatti, Ruggiero avrebbe dapprima urtato l’auto in sosta e poi avrebbe sparato cinque colpi con una semiautomatica verso Daprile che è caduto, colpito a morte da tre proiettili.
L’omicidio è avvenuto sotto gli occhi di decine di persone: alcune di loro hanno chiamato polizia e soccorsi. Per Daprile però non c’è stato nulla da fare, nonostante i tentativi di rianimarlo prima da parte dei familiari e poi dal personale inviato dal 118 accorso sul posto.
In piazzale Ferro sono arrivati sia i poliziotti delle Volanti che il personale della Squadra mobile della Spezia, oltre ai carabinieri e alla polizia municipale. La polizia ha raccolto le prime testimonianze e portato in questura i familiari: sono stati loro a indicare il responsabile di quanto accaduto perché, hanno detto, era persona a loro conosciuta, Ruggiero era infatti  un amico dell’ex compagna della vittima. Francesco Ruggiero, intanto, ha riconsegnato l’automobile presa a noleggio e è andato a costituirsi alla caserma dei carabinieri D’Acquisto, alla Spezia.
Il corpo di Daprile è stato composto alla morgue dell’ospedale della Spezia dove sarà sottoposto a autopsia. Il ristoratore, pregiudicato, era molto noto in città: collaborava con il fratello in un noto ristorante nel borgo di Cadimare. «Sdegno e sgomento» sono stati espressi all’Aeronautica Militare, la quale si è resa sin da subito disponibile ad ogni forma di collaborazione e supporto nei confronti dell’autorità giudiziaria inquirente. La Forza Armata precisa che “per quanto noto, le cause di quanto accaduto sono da considerarsi di carattere privato. “

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