21 Febbraio 2024, mercoledì
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Il coro gospel The Smiling Faces ha donato la sua musica al NOA

La saletta policonfessionale dell’Ospedale delle Apuane era, mercoledì scorso, troppo piccola per accogliere l’esibizione del coro gospel “The smiling faces choir”. Fra artisti e pubblico infatti gli spazi risultavano davvero ridotti: loro, il coro, in parecchi, e gli altri, la platea, in numerosissimi. Lo spettacolo però c’è stato ugualmente ed il successo raccolto dal coro è stato davvero travolgente.

Andrea Mambrini, primario di Oncologia e coordinatore della associazione “Donatori di musica” che ha organizzato l’evento per i malati del suo reparto, presenta con soddisfazione il gruppo: “Ecco – esordisce il medico – gli artisti che si esibiranno oggi hanno una impronta particolare che, forse, non avevamo ancora apprezzato negli oltre 400 incontri vissuti. Si tratta di cantanti locali, quasi tutti massesi o carraresi, appartenenti alla scuola di musica Do.Re.Mi. diretta da Lara Bertelloni che è anche la coordinatrice e direttrice di questo coro. Assieme a Lara Bertelloni anche Ferdinando Martinucci, noto batterista e musicista, che gestisce la scuola, i corsi e gli appuntamenti musicali. Si tratta di artisti che svolgono attività diverse nella loro vita, ma che conservano una indomabile e misteriosa passione per la musica verso la quale sono obbligati a concedere spazi e tempi. Ne scaturisce un inevitabile impegno etico, ma anche personale, la cui finalità è, come prevedibile, un proprio autocompiacimento di disciplina accompagnato da una misurata soddisfazione per gli obiettivi poi colti”.

Accompagnati dal maestro Andrea Pisani, conosciutissimo pianista, il gruppo dei “The smiling faces choir” hanno snocciolato una serie di brani gospel che hanno facilmente entusiasmato: Amazing Grace, interpretata anche da Andrea Bocelli, Man in the Mirror, riproposta da Michael Jackson, Oh Happy Day, malinconico canto appartenente alla memoria dei primi schiavi americani, Stand by Me, riproposta da Ben E. King, Down by the Riverside.

Grande apprezzamento da parte della platea che il primario Mambrini ha voluto fissare riproponendo una sua deduzione sul ruolo che la musica può incidere sulle menti provate dei pazienti oncologici. “Riportare – conclude – gli animi fortemente provati da cure pesanti e diagnosi ostili verso collocazioni meno soffocanti proprio tramite una sorta di musico-terapia. Ruolo, questo, che la musica può svolgere, trasferendo l’attenzione del malato verso atmosfere di maggior leggerezza.”

Redazione
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