martedì 25 Giugno 2024

Il Comitato Bocca di Magra a sostegno dello spazio pubblico e del paesaggio

I lavori di mitigazione del rischio idraulico sul fiume Magra continuano a produrre polemica. L’intervento più contestato è quello che si sta realizzando sulla sponda destra del corso d’acqua che sfocia nel Mar Tirreno, nella prestigiosa località Bocca di Magra.

Un muro di circa due metri di altezza, per una lunghezza di quasi 700 metri, da frazione Pantalé al bivio per Montemarcello. I lavori continuano per fare meno danni possibile all’economia da turismo – che si prevede di produrre fra primavera ed estate -, quando da ogni dove arriveranno persone a percorrere la passeggiata superando l’istallazione del maestro Tomaino in un tratto che arriverebbe a Marinella di Sarzana.

Siamo dall’altro sponda di Fiumaretta. Di fronte al panorama delle Apuane. Nel fiume Magra fra Liguria e Toscana, all’imbocco del Golfo dei Poeti della provincia della Spezia, e anche in vista della Versilia. Fra le scogliere di Punta Bianca e Punta Corvo, dove spunta il Monastero di Santa Croce del Corvo, edificato nel 1176.

In questi giorni i lavori in realizzazione sono tornati all’attenzione del consiglio comunale. La massima assise cittadina ha dovuto affrontare nuovamente il tema, poiché nonostante l’Amministrazione comunale stia proseguendo la strada inaugurata dalla precedente, anche da questa è contestata perché non spiegherebbe chiaramente come si sta muovendo.

Le persone più arrabbiate però sono quelle che compongono il “Comitato Bocca di Magra”. Riunitosi l’ultima volta il 3 gennaio scorso, con un’assemblea pubblica dal titolo emblematico: “Quale futuro per Bocca di Magra?”. Un “incontro aperto a persone locali, villeggianti e foresti”, con manifesto di presentazione che in maniera stilizzata descrive un fiume libero da argini ingombranti prima e una visuale occupata dall’imponente muro di mattoni dopo.

Il primo sodalizio dedicato alla bellezza di Bocca di Magra era stato costituito negli anni Sessanta da intellettuali e artisti del calibro di Giulio Einaudi, Nicola Chiaromonte, Franco Fortini, Vittorio Sereni (solo per citare alcuni dei nomi di fondatori della “Società degli Amici di Bocca di Magra”). Fiero discendente di quel gruppo oggi in qualche modo è il Comitato di Bocca di Magra. Nata qualche anno fa, la realtà sociale della sezione naturale più fascinosa di Ameglia presenta una carta d’identità chiara: “Il Comitato di Bocca di Magra è espressione della comunità e partecipa alla cura dello spazio pubblico, difende le bellezze paesaggistiche e naturali di Bocca di Magra”. Lo fa avanzando proposte costruttive e pareri, sempre nello spirito del dialogo aperto e sincero con l’Amministrazione comunale. Il comitato è spontaneo e apartitico, in esso convivono elettrici ed elettori delle diverse parti politiche locali, ma anche villeggianti, proprietari di seconde case o sempre “foresti” che hanno a cuore la bella Bocca di Magra.

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