sabato 1 Ottobre 2022

Allarme per le piante di castagno a Tresana. "Situazione imbarazzante"

“La situazione delle piante di castagno nel nel nostro comune è imbarazzante.

Il cinipide che dal 2008 ha infestato i castagni del nostro territorio ha raggiunto livelli mai visti prima portando alla moria un numero elevatissimo di piante nelle nostre selve.
Basta entrare in un bosco e alzare gli occhi e si noterà subito la percezione di vedere più piante secche che vive e in piena vegetazione”. A scriverci è il comitato per la tutela e la valorizzazione del castagno e del miele di Tresana.

“La politica attuata dalle varie Amministrazioni per combattere il cinipide è stata quindi fallimentare in quanto non ha portato quell’equilibrio tra l’antagonista e il predatore.
È inutile immettere l’antagonista thorimus ogni qualche anno e senza avere un’adeguato e continuo studio e monitoraggio”, si legge in una nota stampa.

“È in atto un epidemia senza precedenti sul simbolo del nostro territorio che è stato dimenticato e lasciato a morire. O si agisce subito o nel giro di pochi anni non avremmo più una pianta nel territorio e in quelli limitrofi, dove abbiamo notato una infestazione simile con galle enormi e piante malate”.

“Abbiamo chiesto e saremo ricevuti assieme ad altri comitati a Firenze dall’assessore all’Ambiente Remaschi in un’assemblea, dove chiederemo una lotta al parassita energica e del personale universitario che segua in modo serio il patogeno, attraverso un monitoraggio continuo, con postazioni fisse sul campo e non azioni sterili e fine a se stesse come sono state messe in atto dai comuni in questi anni”.

“Chiederemo anche la Piantumazione – prosegue il comitato -, di nuovi esemplari e zone franche con monitoraggi continue sulle nuove aree, creando nuovi castagneti.  Non possiamo pensare ai nostri luoghi senza un bene prezioso come il castagno, che ha sfamato intere generazioni, ha dato e potrebbe dare nuovi posti di lavoro. Senza di esso sarebbe la fine per il miele, per le passeggiate nei boschi che sarebbero invase dai rovi, porterebbe i cinghiali ad avvicinarsi alle case, perché non troverebbero le castagne da cibarsi”.

“Siamo stufi – concludono i componenti del comitato – di sentire proclami sulla promozione dei prodotti tipici e sul turismo, quando poi nel concreto non si fa nulla. Chiediamo fatti!”

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