C’è un post, sulla nostra pagina. Parla di due serate di dibattito organizzate da Alleanza Verdi Sinistra: clima, democrazia, Cuba. Location: Tresana e Montignoso. Argomento neutro, tono istituzionale, nessuno obbliga nessuno ad andarci, come ad ogni festa estiva (di partito).

Sotto, la sezione commenti si trasforma in un pronto soccorso per overdose di indignazione selettiva.

«Cuba???????con i disastri di questi giorni… mi venite a parlare di Cuba??????» scrive qualcuno. È piovuto forte, sì, ma come tante altre volte. Poco sotto, il signor Antonio fa un salto logico interessante: dal dibattito su Cuba arriva dritto alla pulizia dei fiumi, passando per gli alberi che «non vogliono tagliare». Non è chiaro il nesso causale tra Alleanza Verdi Sinistra e l’alluvione estiva, ma tant’è: la connessione neurale è scattata, e chi siamo noi per fermarla?

Il meccanismo è sempre lo stesso, e non riguarda solo questo post: basta una parola-trigger (Cuba, verdi, migranti, tasse, quello che volete) perché il lettore smetta di leggere e cominci a reagire. Non importa il contenuto reale del post. Importa la scintilla lessicale che accende il centro dell’indignazione, bypassando completamente quello della comprensione del testo.

È il Bar Sport della democrazia locale: si discute non di quello che è scritto, ma di quello che si crede sia scritto, filtrato attraverso il pregiudizio della giornata. Il risultato è un dibattito pubblico che non dibatte niente, fatto di frasi fatte, punti interrogativi multipli e stoccate contro nemici immaginari.

La parte più comica, se vogliamo essere onesti, è che nessuno di questi commentatori sta discutendo di clima o di Cuba. Stanno discutendo di loro stessi, della propria rabbia accumulata, usando il post come pretesto. Il dibattito vero (quello a Tresana e Montignoso, il 29 e 30 agosto) probabilmente si terrà in tutta tranquillità, con qualche decina di persone davvero interessate, mentre online la piazza virtuale continuerà a litigare su un fantasma.

La democrazia locale quindi non muore per mancanza di dibattito, ma per overdose di reazioni a caldo su cose che nessuno ha letto fino in fondo. Neppure il Serd li salverà.


Per informazione:

2006-2008: Pecoraro Scanio torna al governo, stavolta come Ministro dell’Ambiente nel secondo governo Prodi, fino al 2008.

Poi buio, almeno fino ad oggi.


Frase da incorniciare: “Ma chi se e frega di cuba ,pensate hai problemi della toscana tra alluvioni frane e fiumi e i casini in cui e la toscana PS governata da voi”

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