La Polizia di Stato ha tratto in arresto due fratelli di origine albanese, ricercati a livello internazionale per un omicidio premeditato commesso nel 1999 in Albania. I due uomini erano stati condannati dal Tribunale albanese a una pena di 16 anni e 6 mesi di reclusione per l’uccisione di un connazionale, avvenuta nel corso di una violenta faida familiare.
L’operazione è stata condotta congiuntamente dalle Squadre Mobili di Massa Carrara e La Spezia, coordinate dal Servizio Centrale Operativo e dal Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, con il supporto della S.I.S.C.O. Liguria. Gli agenti hanno dato esecuzione a un mandato di cattura internazionale ai fini estradizionali.
Le indagini, svolte in sinergia con il Dipartimento Polizia Criminale albanese e l’Ufficio Interpol di Tirana, hanno permesso di ricostruire la ventennale latitanza dei due fratelli. Fuggiti subito dopo la condanna, i latitanti si erano stabiliti in Italia utilizzando false identità.
Per la loro localizzazione sono stati determinanti gli accertamenti tecnici: l’analisi delle impronte digitali e dei controlli di polizia effettuati negli anni ha confermato la reale identità dei ricercati, che risultavano perfettamente integrati nel tessuto sociale locale. Stabiliti tra la Lunigiana e lo Spezzino, i due gestivano un’attività imprenditoriale nel settore edile insieme alle famiglie.
Durante le perquisizioni, la Polizia ha rinvenuto documenti albanesi contraffatti, utilizzati per ottenere il permesso di soggiorno. Per tali fatti, uno dei fratelli è stato arrestato in flagranza e deferito alla Procura della Spezia. Attualmente, i due soggetti si trovano ristretti presso le case circondariali di Genova Marassi e La Spezia, a disposizione della Procura Generale presso la Corte di Appello di Genova, in attesa delle procedure di estradizione.
