lunedì 24 Giugno 2024

Un hashtag per segnalare i rifiuti sparsi nella Lunigiana

di Cristina Pacinotti – C’è chi in Lunigiana c’è nato e cresciuto e chi, come chi scrive, pisana di origine e giramondo per vocazione, la Lunigiana l’ha scelta un giorno come luogo meraviglioso in cui fermarsi a vivere. Forse per questo fa ancora più male vedere come alcuni cittadini- speriamo pochi, ma a giudicare dalla mole dei rifiuti abbandonati temo che la speranza sia vana…- invece di curare e rispettare questi luoghi così ricchi di Natura, li usino come discarica a cielo aperto. Lungo le strade più trafficate, ma anche in quelle più defilate in campagna, non passa giorno che non si osservino  mucchi di spazzatura e sacchetti abbandonati.
E allora si chiamano i vigili (che, bontà loro, a volte intervengono e altre volte fanno orecchi da mercante o scaricano la responsabilità ad altri organi) a volte si ha il tempo e la forza di fermarsi e raccoglierli in prima persona e altre volte ci si limita ad indignarsi o a voltare gli occhi da un’altra parte perché si va di fretta o si rimanda ad altra occasione la consapevolezza che fa passare dalle parole ai fatti.
Ecco, io credo che tutto questo debba definitivamente finire. Che chiunque di noi sia chiamato a fare la propria parte e che sia venuto il momento della tolleranza zero.
Ad esempio, vi è un tratto tra Aulla e Licciana Nardi, nella zona di Canalescuro in cui la strada è costellata di sacchetti di rifiuti abbandonati. La domanda che sorge legittima è: ma possibile che gli organi competenti non se ne siano accorti? Ma siamo diventati tutti ciechi?
Tanto per aggiungere la ciliegina alla torta, una quantità consistente di questi sacchetti è dalla parte del torrente Taverone. Basterà un po’ di pioggia e di vento che sarà là che andranno a finire. E dal torrente al fiume e al mare il viaggio è ineludibile.
Ci mangiamo plastica, le micro-plastiche sono nel sale marino, ormai diffuse ovunque nel mare. Queste verità conclamate non ci fanno però protestare se al ristorante continuano a servirci acqua nelle bottigliette di plastica e se alle tante sagre e feste locali si continua a usare le stoviglie usa e getta. Al supermercato riempiamo allegramente il carrello di imballaggi che richiedono per essere smaltiti molta più energia di quella che ci dovrebbe fornire li loro contenuto e via così.
L’utilizzo della plastica deve essere ridotto se vogliamo salvare il pianeta.Tutte queste verità le conosciamo ma fingiamo che sia ancora possibile ignorarle. Lungo la strada per raggiungere  l’obiettivo di liberare il pianeta dalla plastica dobbiamo iniziare a cambiare le nostre abitudini quotidiane. A cominciare dal nostro modello di consumare e fare acquisti all’essere  cittadini attivi che hanno occhi che vedono, bocche che parlano, mani che fanno.
Per noi tutti che abbiamo a cuore l’ambiente e questa zona della Toscana in particolare, così piena di bellezza e energia naturale, è venuto il momento di dire basta. L’invito è perciò a raccogliere, segnalare, fotografare, denunciare, se non si viene ascoltati, insistere e alzare la voce. Civilmente, ma alziamola. Diffondiamo l’hashtag #BastaRifiutiLungoLeStradeDellaLunigiana e uniamoci per reagire insieme.
 

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