UIL: “Contanti al cup, la legge non ha due pesi”, scelta ASL illegittima

“Rabbia e sgomento. Sono le sensazioni che ho provato leggendo la replica dell’azienda Usl Toscana nord ovest sull’impossibilità di pagare in contanti ai Cup, come avvenuto in via Bassa Tambura di recente oppure  a me personalmente a quello di Marina di Massa. L’articolo sembra essere una difesa d’ufficio sostenuta solo dalla preoccupazione di difendere l’immagine dell’Azienda Sanitaria ma come si suol dire ‘la toppa è peggiore dello strappo’”. A parlare è Angelo Lieti, referente della Uiltrasporti di Massa Carrara, sulla vicenda dei pagamenti CUP.

“Sono esterrefatto per i contenuti. È stravagante – aggiunge Lieti – che fior fior di dirigenti, responsabili, capi, capi distretti, capi area  direttori, presidenti, pagati profumatamente, non si siano accorti prima di tutto di creare un enorme disagio all’utente, così come è più volte accaduto e più volte rilevato. Si sostiene che le direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che la moneta può essere veicolo di trasmissione del virus quindi non lo accettano per contenere la diffusione del Covid 19 a ‘casa loro’, cioè nei distretti sanitari, invitando però ad andare nelle farmacie a pagare con la moneta contante, spostando il problema da una parte all’altra. Ho capito bene o sono del tutto e improvvisamente impazzito?”

“Davvero questo articolo è frutto di questa dirigenza così all’avanguardia nella gestione della sanità pubblica o forse esiste una proporzionalità con la provincia più colpita dalla pandemia di tutta la toscana con più morti per numero di abitanti?”. Lieti ribadisce che non c’è la possibilità di pagare in contanti ai Cup di Massa,  via Bassa Tambura, Marina di Massa, al Noa, in Largo viale Roma  “né allo sportello né con i Totem di cui parla l’Usl nell’articolo, tant’è vero che nella locandina esposta ai Cup in fretta e furia c’è scritto chiaramente ‘no cash’ – attacca ancora Lieti -. Non accettano denaro in barba alla legge.

È inaccettabile che ad un cittadino sia impedito l’uso della moneta in corso legale, vessandolo ulteriormente con il costo di un pagamento alle poste, nelle farmacie o in banca, obbligandolo a perdere tempo e fare ulteriori code”. Scelte ingiustificate anche secondo il Codice Penale, incalza il referente Uiltrasporti, che ricorda l’articolo 693, depenalizzato: “Chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete avente corso legale nello stato, è punito con una sanzione amministrativa di 30 euro. Ciò significa che nessun venditore o creditore può rifiutarsi di accettare i contanti al momento del pagamento, è un illecito amministrativo ma l’Azienda Sanitaria se ne infischia. Non mi risulta che l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia soppiantato gli Stati né i loro Governi e che abbia deciso di mettere fuori corso l’Euro”.

In conclusione Lieti fa appello al Presidente della Regione Eugenio Giani, al sindaco di Massa Francesco Persiani e al Prefetto “perché ristabiliscano la legge ma soprattutto spieghino all’Azienda Sanitaria che i cittadini sono stanchi dei loro disservizi, delle loro giustificazioni e dell’insensibilità”.

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