Don Spagnesi era sieropositivo, ora chiede scusa: “La cocaina mi ha inghiottito”

Ricordate don Francesco Spagnesi? Ne abbiamo parlato qualche giorno fa. Spagnesi era il parroco arrestato a Prato per droga e appropriazione indebita. Ieri, l’ennesima tegola, con l’indagine sulla sua persona anche per tentate lesioni gravissime.

Secondo la Procura il parroco, tenendo nascosta la propria sieropositività, avrebbe commesso un reato gravissimo. Nessuno dei partner che partecipavano ai festini sapeva della sua condizione, nemmeno il compagno, che potrebbe così diventare la prima eventuale parte offesa e nella cui abitazione è avvenuta la prima perquisizione della squadra mobile con lo scopo di far luce sulle nuove accuse.

Come riporta il Corriere della Sera:

La svolta nelle indagini è arrivata ieri dopo una perquisizione in casa del compagno del sacerdote e dopo l’interrogatorio di garanzia dell’ex parroco, che è agli arresti domiciliari. Alla domanda se, nonostante la sieropositività, avesse partecipato a rapporti non protetti, Spagnesi avrebbe risposto di sì. Secondo le indagini le riunioni venivano organizzate per pochi intimi, ma erano frequenti, tanto che si calcola vi abbiano partecipato almeno 200 persone. Tra queste medici, manager, bancari e imprenditori che don Francesco reclutava anche online.

Corriere della sera

Don Spagnesi ha dichiarato agli inquirenti di aver avuto rapporti protetti con i partner. Tuttavia alcuni dei 15 testimoni sentiti dai magistrati fino ad oggi lo smentirebbero. Perché si realizzi una condotta penalmente rilevante, secondo la giurisprudenza, è necessario che la persona positiva all’Hiv sia consapevole del proprio stato, avendo ricevuto una diagnosi di sieropositività. Il religioso era informato del suo stato di positività al virus da molti anni, così come lui stesso ha spiegato agli investigatori.

Davanti ai propri legali, l’ex sacerdote ammette le proprie colpe e promette: “Restituirò i soldi che per acquistare la droga ho sottratto alla curia e alla carità dei miei parrocchiani. Saranno tutti rimborsati. Venderò tutto quello che è di mia proprietà, anche la casa di montagna”.

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