“Il 12 novembre parteciperemo allo sciopero dell’industria indetto dai sindacati”. Lo annuncia il  Partito della Rifondazione Comunista Massa Carrara.

“Nel giorno in cui si certifica che la ripresa post Covid avviene con una occupazione totalmente precaria, nel giorno in cui anche la stampa si accorge di quello che stiamo dicendo da tempo, cioè che aumentano bollette e prezzi ma non i salari, riteniamo che la partecipazione allo sciopero del 12 Novembre sia un atto di responsabilità sociale e ogni cittadino e cittadina dovrebbe avere il senso civico di essere presente”.

“Non si tratta più solo un problema di SANAC o di altre vertenze industriali più o meno importanti in atto, si tratta di un problema sociale cruciale per tutto il nostro territorio.
Purtroppo dobbiamo registrare l’assenza totale  di iniziative politiche capaci di prevenire quello che è successo, rimarchiamo l’assenza di una politica industriale seria nella nostra provincia, evidenziamo come si susseguono solo interventi legati ad interventi sporadici che ogni volta vengono salutati come salvatori della nostra economia, ma si rilevano spesso solo speculazioni”.

“Le disuguaglianze marcate nel nostro territorio sono il frutto di un processo complesso e una politica asservita alle idee liberiste, alla “salvaguardia” del mercato non ha fatto altro che accelerare il processo, oggi quasi inarrestabile. Nemmeno di fronte disastri maggiori degli ultimi anni abbiamo assistito ad un passo indietro, anzi con l’avvento della destra al potere abbiamo assistito ad una ulteriore cessione di sovranità pubblica rispetto alle competenze fondamentali del pubblico”.

“La colpe quindi vanno ricercate in quella tendenza neolibertista che ha coinvolto anche forze di “centrosinistra” abbagliate dal mito nefasto della competitività ad ogni livello.
Oggi abbiamo così un territorio più fragile ambientalmente, più povero, più precario, più diseguale e ne fanno le spese anche quelle classe sociali che fino a pochi anni fa si ritenevano immuni da ogni crisi”.

“Per questo ci appelliamo affinché la piazza del 12 novembre sia una piazza di chi la crisi la vissuta direttamente e indirettamente, che sia lavoratore autonomo o subordinato, che sia occupato o disoccupato, che sia precario o con un posto fisso, di chi vuole consegnare un futuro ambientale al nostro territorio: la storia recente ci insegna che dalle crisi, sanitarie od economiche, o si esce tutti assieme oppure non si esce. INSORGIAMO!!!”.

Direttore e fondatore de l'Eco della Lunigiana. Scrivo di Geopolitica su Medium, Stati Generali e Substack.

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