lunedì 27 Maggio 2024

Dal porto di Marina di Carrara rifiuti e scarti diretti in Africa, sequestro della Gdf

La collaborazione tra la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e l’Arpat ha portato al sequestro di 82 tonnellate di rifiuti presso il porto di Marina di Carrara, destinati ad arrivare via mare in Africa.

Le indagini sono scaturite da un controllo di routine eseguito ai varchi del porto, su un container diretto in Tunisia, che sollevava sospetti per il suo peso eccessivo. L’ispezione iniziale ha rivelato che il contenuto del container non corrispondeva esclusivamente a abiti usati, come dichiarato nei documenti di trasporto, ma includeva anche altri materiali di scarto.

Successivamente, sono stati condotti approfonditi controlli con il coinvolgimento dei finanzieri del Gruppo di Massa Carrara, della Sezione Operativa Navale di Marina di Carrara, del personale dell’Agenzia delle Dogane di Marina di Carrara e dell’Arpat della Regione Toscana. È emerso che oltre ai rifiuti tessili urbani, il container conteneva anche materie plastiche, pellame e rifiuti elettrodomestici denominati R.A.E.E.

Ulteriori tre container, con caratteristiche simili, sono stati sottoposti agli stessi accertamenti, rivelando contenuti illegali simili. Complessivamente, sono state sequestrate 82,5 tonnellate di rifiuti da quattro container e il rappresentante legale della società esportatrice è stato segnalato per i reati di gestione e traffico di rifiuti secondo il Testo Unico in materia Ambientale.

La Procura della Repubblica di Massa ha convalidato il sequestro, ordinando la bonifica dei rifiuti e il loro regolare smaltimento per il dissequestro. Questa operazione è il risultato della stretta collaborazione tra le autorità coinvolte che ha già portato ad altre indagini e sequestri per reati ambientali simili nel corso dell’anno, incluso il traffico illegale di componenti meccanici classificati come rifiuti speciali verso l’Africa.

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