Pontremoli: parte il dibattito elettorale in piazza tra Ferri e Sordi

Hanno parlato di sviluppo di territori marginali, accorpamento dei comuni, calo demografico in Lunigiana, turismo e occupazione. Questi alcuni dei temi affrontati dai candidati sindaco di Pontremoli Elisabetta Sordi e Jacopo Ferri, intervistati da Valentina Vannucci caposervizio del Tirreno di Massa Carrara e Andrea Luparia vice caposervizio de La Nazione in un confronto pubblico in piazza della Repubblica, che si è tenuto domenica 19 settembre alle 21.
Diverse le ricette e le visioni dei due candidati, che si sfideranno nelle elezioni della amministrative del 3 e 4 ottobre prossime, ma vicinanza a temi comuni.

Sull’eventuale fusione dei comuni per pesare di più nelle richieste di fondi e nella politica regionale Jacopo Ferri ha dichiarato: “Per quanto mi riguarda sono convinto che arrivare all’idea delle fusioni sia molto positiva, devo dire anche che la regione Toscana in questa direzione abbia spinto in passato dando anche incentivi ottenibili nel caso ci si riesca e quindi c’è una legge ad hoc. Le volte che si è provato a farlo in Lunigiana non c’è stata una risposta positiva. In realtà penso che sia un errore che dipende anche un po dalla nostra classe politica. La legge che ha istituito l’Unione dei Comuni è stata usata in modo sbagliato in Lunigiana per mio conto.
Quando si è decretata la fine delle comunità montane e si è data l’opportunità ai comuni di condividere servizi e personale in modo diverso attraverso le Unioni dei Comuni, la Lunigiana non ha colto l’opportunità per fare 2 o 3 unioni, cosa che Pontremoli aveva espressamente chiesto al tavolo dei partiti che si sono ritrovati in quella fase e ha preferito scopiazzare la vecchia comunità montana senza tenere conto che ci sono territori che fanno fatica a stare insieme, tanto che alcuni dei servizi associati con i quali sono partiti oggi non sono più patrimonio dell’unione dei comuni che vivacchia per qualche finanziamento o strategia politica che io sinceramente considero sbagliata. Pontremoli non è entrata a suo tempo e se gli elettori votassero la lista Cara Puntremal, cioè la mia, non entrerebbe in futuro salvo non ci sia la voglia di ridisegnare la Lunigiana in modo differente in cui è stato fatto una decina di anni fa”.

Elisabetta Sordi ha spiegato invece la visione della sua lista Pontremoli Più: “L’Unione tra due comuni non è una soluzione per pesare in maniera importante nei tavoli che decidono, ma lo è L’Unione dei Comuni che è un progetto di rete di tutto il territorio con caratteristiche simili, come la Lunigiana. Ricordava Jacopo che è stata una scelta politica di questa amministrazione quella di non entrare nell’Unione e questa in realtà ha comportato anche disagi per i cittadini pontremolesi. Faccio un esempio velocissimo: il sistema della raccolta rifiuti dove non è più il singolo comune che prende accordi per il servizio e interpella il gestore. Nel 2015 Pontremoli si è dovuta accodare a questo accordo perchè non ha avuto parte attiva, anche con il cambio di gestore, cioè la fase attuale.
Noi crediamo molto invece nella cooperazione con il territorio, tanto che è uno dei punti del nostro programma. Ci troviamo in un periodo storico cruciale in cui parte la mobilitazione europea per i fondi del Pnrr e nei fondi di programmazione di Next Generation Eu. Un investimento economico che non si vedeva dal dopoguerra. Due punti fondamentali di questo aspetto sono la capacità di fare in fretta, perchè vanno utilizzati entro il 2026, il secondo che un comune da solo non prende quei fondi perchè sono destinati alle unioni dei territori e alle aree interne, però Pontremoli l’occasione di entrare in questo la deve avere”.

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