Nuovo protocollo, per giocare bisogna essere vaccinati

C’è la conferma “O si è vaccinati (o guariti…) o non si gioca 

L’amarezza del presidente della LND Toscana Paolo Mangini: “Dispiace per quei ragazzi che non potranno partecipare all’attività”

È uscito il nuovo protocollo sanitario da parte della F.I.G.C. che recepisce quanto indicato nei Decreti Legge del Governo del 30 Dicembre e del 5 Gennaio scorsi. Non ci sono particolari novità rispetto a quanto già indicato, con la conferma dell’obbligo del Green Pass Rafforzato per i ragazzi di età superiore ai 12 anni, mentre per quelli di età inferiore continua a valere l’autocertificazione. 

Come pure rimane, il nuovo obbligo per i ragazzi non vaccinati di poter accedere all’attività di squadra. A tal proposito registriamo il dispiacere del presidente della L.N.D. Toscana Paolo Mangini. “Capisco che forse era una decisione inevitabile, ma non si può non essere amareggiati che una percentuale di giovani possa rimanere esclusa dall’attività sportiva in un momento in cui, proprio a causa di questi due anni di pandemia, sarebbe stato importante ricercare momenti di maggiore socialità. Soprattutto se si pensa che gli stessi ragazzi possano andare liberamente a scuola e magari praticare attività sportiva durante le lezioni di educazione fisica. E’ un problema non solo sportivo ma anche sociale”. 

Il nuovo protocollo sanitario segue di qualche giorno quello pubblicato dalla Federazioni Medico Sportiva Italiana riguardo le visite di idoneità sportiva da fare per chi ha avuto il covid. Mangini manifesta la propria soddisfazione per l’accorciamento dei tempi e precisa. “Il protocollo sarà effettivamente operativo dal momento in cui sarà recepito dal Ministero della Salute, cosa che avverrà entro pochi giorni”.

È un protocollo che però non prende in esame la situazione dei ragazzi sotto i 12 anni. “È vero, cercherò di avere chiarimenti in merito, rispetto alla procedura che dovrà seguire un minore di 12 anni, risultato positivo al covid, nel caso in cui volesse ritornare all’attività, considerando che per lui non c’è ancora l’obbligo di avere l’idoneità agonistica da una visita medica sportiva”.

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