Capitale italiana del libro, partecipa anche la Lunigiana. Non unitariamente, ma con due comuni diversi per vocazione: Fivizzano e Pontremoli.
Da una parte abbiamo il sindaco Giannetti che avanza la sfida con il vessillo di Jacopo Onorati da Fivizzano, primo stampatore con i caratteri mobili e dall’altra la vicesindaca reggente Cavellini che prosegue l’ormai definizione di Pontremoli “città del libro” da decenni a questa parte, proponendo una tradizione ormai canonicamente riconosciuta nel campo letterario.
Abbiamo due casi diversi, due punti di vista differenti dell’oggetto libro: Fivizzano presenta la nascita dell’ingranaggio, il carattere mobile che batte sul foglio, l’officina da cui un progetto prende vita materialmente; Pontremoli rappresenta il mondo dell’editoria, propone idee vincenti di autori e case editrici, scelte da librai, raccontate e discusse in piazza. Se pensiamo al Premio Bancarella sappiamo che è un qualcosa che nasce dalla strada, dai librai che con le loro gerle portavano i libri praticamente ovunque ai lettori e questa già di per sè è un’immagine potentissima che non hai smesso di affascinare. E non è soltanto Hemingway con il Vecchio e il Mare ad essere stato premiato dai librai pontremolesi, parliamo anche di Boris Pasternak, Isaac B. Singer, Umberto Eco, Giovannino Guareschi, Carlo Cassola, John Grisham, Andrea Camilleri, Donato Carrisi, autori che hanno avuto un meritato successo nel mondo editoriale internazionale.
Certo, Fivizzano ebbe una precoce iniziativa di stampa, ma anche Sebastiano da Pontremoli se ne andò a Milano per apprendere l’arte dei caratteri mobili e portarla anche nella sua città, venti anni dopo.
Borges diceva che “il libro non è un ente chiuso alla comunicazione: è una relazione, è un asse di innumerevoli relazioni”. E io credo che questo Pontremoli lo rappresenti meglio di qualsiasi altro luogo in Lunigiana. Libri per bambini, per chi ama la cucina, per chi ama lo sport, manifestazioni ad hoc e che nel tempo sono diventate parte di un modo di vivere, con il libro in mano.
