martedì, Agosto 9, 2022
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L'economia in Lunigiana migliora grazie al turismo rurale

Un turista su quattro dorme in agriturismo.
Il turismo rurale spinge la Lunigiana.
A dirlo è Coldiretti Massa Carrara sulla base dell’ultimo rapporto economia elaborato dall’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa Carrara. Quasi 30mila turisti hanno trascorso la loro vacanza in agriturismo a contatto con agricoltura e natura. Il 15% in più rispetto al 2017.
Un contributo, quello del turismo rurale legato all’agricoltura e all’agroalimentare, che si è rilevato determinante per l’ottima stagione della Lunigiana (107mila presenze, + 18mila presenze in 18 anni) che ha fatto registrare più presenze (28%) e arrivi (27%). Oggi la Lunigiana determina il 10% i flussi turisti in Provincia. Nel 2017 il suo impatto era del 7,6%.
“Il rapporto – spiega Francesca Ferrari, Presidente Coldiretti Massa Carrara – delinea chiaramente la crescita graduale e matura della Lunigiana, in termini turistici, e della particolare categoria del turismo rurale che una delle sue principali offerte. Leggendo i dati spicca un altro elemento: la metà delle presenze in agriturismo è generata da turisti stranieri. È un dato significativo dell’appeal di questa tipologia di accoglienza nei confronti del mercato internazionale”.
Dal 2010 ad oggi le strutture agrituristiche sono praticamente raddoppiate (da 45 a 94) raddoppiando così anche la proposta in termini di accoglienza, servizi ed attività collaterali. “Tutto questo – evidenzia la Ferrari – grazie alle imprese, agli investimenti e agli operatori e ad un territorio straordinario e allo stesso tempo difficile. Più strutture, più posti letto significa più occupazione e più opportunità per tutto il territorio. Chi sceglie la Lunigiana cerca una vacanza all’insegna dell’aria aperta, della tranquillità, dell’escursionismo e dell’enogastronomia. Cerca la Toscana rurale piena di storia e paesaggi”.
Ma non c’è solo l’agriturismo ad andare bene. È stata un’annata molto positiva per la viticoltura con la produzione di uva per vini Doc o Igt cresciuta del +5,6%, per l’olio (+15%-20%) e per la farina di castagne (totale di 42 quintali rispetto ai 27 dell’anno prima). Boom per le esportazioni che hanno quasi sfiorato i 3 milioni di euro (+40%). “È stata una stagione buona – conclude la Ferrari – anche se non dobbiamo dimenticarci che veniamo da diverse annate molto faticose per settori chiave come la castanicoltura e lo stesso olio”.
Per informazioni www.toscana.coldiretti.it oppure pagina ufficiale Facebook

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