Fratelli d'Italia: Giani prenda posizione sulle aree di deposito rifiuti nucleari

“Nel 1987, dopo la tragedia di Chernobyl, il nostro Paese si espresse in materia di energia nucleare: attraverso il referendum ma, anche per raggiunti limiti di età delle quattro centrali operative, fu decretata la fine di questo tipo di energia. La sua definitiva conclusione si ebbe nel 2011 quando la vittoria dei si al referendum abrogativo, delegittimò le norme ancora in vigore. Il dato importante – scrivono Emanuela Busetto, e Giuseppino Cucinotta, rispettivamente responsabile regionale e provinciale per Grosseto del Dipartimento Politiche Sociali FDI – è che il referendum fu promosso da Italia dei Valori, notoriamente di area di sinistra”.
“La stessa area politica che allora era contraria, oggi cerca siti in tutta Italia per lo smaltimento di scorie nucleari. I luoghi prescelti vengono indicati da SOGIN, validati da ISIN con il benestare del Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli (M5S) e dell’ Ambiente Sergio Costa, vicino a Luigi Di Maio. Sono 67 su tutto il territorio italiano, due interessano la Toscana e più precisamente le province di Siena e quella di Grosseto. La Val D’ Orcia, sito culturale, patrimonio mondiale iscritto nella lista dei siti UNESCO dal 2004 è il luogo indicato per Siena, mentre è la Maremma storica che interessa la provincia di Grosseto; per superficie territoriale è la provincia più vasta della regione e deve il proprio successo al settore agroalimentare”.
“Entrambi i territori verrebbero compromessi in più punti: ambientale, paesaggistico, territoriale e non per ultimo la tutela della salute. Lottiamo contro un virus mortale, la tutela della salute dovrebbe essere il primo impegno del Presidente Giani, valido per tutta la regione. Il Presidente ha pubblicamente reso noto di essere contrario a questa scelta, vogliamo sperare lo sia anche nei fatti ed allontani la scellerata idea di fornire siti in Toscana. Non bastano cartelloni con diciture “ Comune denuclearizzato” se riceviamo rifiuti tossici e radioattivi da chi l’ energia la utilizza, riceve benefici, ma attribuisce ad altri gli oneri insalubri. I dieci anni trascorsi dall’ultimo referendum abrogativo non possono essere alibi di incoerenza di questa classe politica”.

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