“L’Italia è una terra piena di terre che ballano, ogni tanto arriva il terremoto. Siamo tutti sull’orlo di un cratere, è una condizione esistenziale”. Dal terremoto dell’Irpinia del 1980 ai terremoti degli altri fino alle storie di cronaca dimenticate di cento anni fa quanto attuali, dalla miseria dei paesi alla desolazione contemporanea dei luoghi spopolati che nessuno riesce più a raccontare. In mezzo piccoli particolari che ci illuminano sul sacro e sull’intensità che ci circondano e che non riusciamo a vedere.

Ne ha parlato Franco Arminio, poeta e paesologo in un partecipato incontro sabato scorso a Fivizzano, in occasione del Lunigiana Cinema Festival.

Arminio ha presentato, ma non solo, il suo nuovo lavoro: “Lettera a chi non c’era. Parole dalle terre mosse” (Bompiani), il nuovo tragitto di un “cantore” che dal libro “Cedi la strada agli alberi” (Chiarelettere 2017) ha avuto il merito di portare la poesia al grande pubblico, attraverso viaggi e incontri in giro per tutta Italia ma soprattutto grazie ai migliaia di follower che lo seguono in rete.

Vi siete persi l’incontro a Fivizzano? Niente paura, noi c’eravamo e abbiamo registrato tutto, o quasi…

https://youtu.be/rd38n2nWowQ

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