martedì 18 Giugno 2024

Coronavirus, l'assessore di Pontremoli Clara Cavellini interviene dopo le polemiche dei giorni scorsi

“L’augurio che mi sento di fare a tutti è che anche l’infezione da Covid-19 faccia la stessa fine che hanno fatto altre forme epidemiche, che inizialmente hanno destato molta preoccupazione ma poi fortunatamente non hanno generato grossi problemi alla salute pubblica”.
Lo dichiara l’assessore alla Sanità, Turismo, Sociale e Frazioni e Attività produttive del comune di Pontremoli Clara Cavellini, che chiarisce la sua posizione in seguito alle critiche mosse dall’opposizione pontremolese a lei, al vicesindaco Manuel Buttini e al parlamentare di Italia Viva Cosimo Ferri nei giorni scorsi.
“Premesso questo – prosegue Cavellini – a fronte di ciò che è accaduto in Cina, avrei comunque auspicato che il Governo, senza tentennamenti, fin dall’inizio della scorsa settimana, provvedesse ad applicare per almeno 14 giorni le stesse restrizioni previste nella zona gialla a tutto il  territorio nazionale bloccando anche i voli, sia  in entrata che in uscita dall’Italia, e non vi nascondo che continuo a sperare che ciò possa ancora accadere. Dico questo, nonostante qualcuno sicuramente giudicherà le mie parole come un atto di grave allarmismo o peggio ancora di bieca speculazione politica, perché credo fermamente nella validità di alcune semplici motivazioni:
1. Sono fermamente convinta che “prevenire sia sempre meglio che curare”. Se si parla di salute pubblica la prudenza non è mai troppa, la salute di ogni singolo individuo, specialmente le persone più fragili e indifese, va salvaguardata, messa al centro di ogni scelta e deve venire prima della salvaguardia dell’economia e della fibrillazione dei mercati.
2. Evitare il propagarsi troppo rapido del contagio in modo che le strutture sanitarie non vadano in sofferenza di posti letto di terapia intensiva come già sta già succedendo in alcuni ospedali della Lombardia.
3. Fornire il tempo alle strutture sanitarie di attrezzarsi adeguatamente. Trascorsa  una settimana dall’inizio dell’emergenza mancano, per far un esempio  banale, nei punti dove avvengono i controlli fuori degli ospedali i misuratori della temperatura a distanza.
4. Fornire il tempo alle persone di capire e fare proprie le norme di igiene e comportamentali che solo gli operatori sanitari conoscono realmente e sono in grado di applicare nel concreto. Oltre tutto sono scarsamente reperibili dai cittadini i disinfettanti e le mascherine sia quelle semplici che quelle più sofisticate realmente utili a prevenire il contagio.
5. Rafforzare l’immagine di una Nazione che affronta le difficoltà in maniera seria e coesa. Se le restrizioni della zona gialla e il blocco dei voli fossero stati applicate fin dall’inizio su tutto il territorio nazionale per almeno 14 giorni, sicuramente saremo andati in contro a un danno economico maggiore rispetto all’attuale ma il  sacrificio sarebbe stato nel tempo ripagato in termine di un miglioramento della salute collettiva con conseguenti risparmi per le cure e di una immagine di serietà e qualità dei servizi offerti spendibile, appena passato il picco del contagio,  nei confronti del turismo estero.
Ritengo inoltre che se il Governo non è stato in grado di fare scelte coerenti su tutto il territorio nazionale almeno i governatori delle regioni e i sindaci avrebbero dovuto agire in maniera territorialmente omogenea andando oltre il mero confine giuridico amministrativo.
Colgo inoltre l’occasione per esprimere agli operatori turistici della Lunigiana la mia vicinanza, in questo momento di difficoltà dobbiamo unire le forze e reagire positivamente  come abbiamo fatto dopo l’alluvione del 25 ottobre 2011 a seguito della quale è nata l’Associazione degli Operatori Turistici della Lunigiana, ancora oggi molto attiva e presente.
Per cui dobbiamo cominciare ad inventarci proposte turistiche nuove che, per fare un piccolo esempio, potrebbero fornire ai turisti serie garanzie sulla pulizia e ma soprattutto sulla disinfezione degli ambienti delle nostre strutture ricettive e ristorative.
Dobbiamo quindi reagire – conclude – uniti senza lasciarci prendere dallo sconforto per le attuali disdette o l’esiguità della prenotazioni in quanto, prima  o poi, le persone torneranno ad avere voglia di normalità e di viaggiare e molto probabilmente prediligeranno luoghi meno frequentati dal punto di vista turistico”.

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