martedì 4 Ottobre 2022

Comitato in Difesa della Salute Lunigiana chiede prevenzione per le infezioni nelle scuole

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Comitato in Difesa del Diritto alla Salute Lunigiana si rivolge alle varie amministrazioni dei comuni lunigianesi ed al Provveditorato agli Studi di Massa, evidenziando la necessità di una maggiore attenzione alla prevenzione delle infezioni e di misure più efficaci per la tutela della salute dei bambini e ragazzi che frequentano le scuole del territorio. 

Il rappresentante del Comitato chiede alle amministrazioni di considerare la possibilità di rendere disponibili nelle strutture scolastiche dispositivi di purificazione e sanificazione dell’aria prima della ripresa delle lezioni. Come evidenziato da numerosi studi, tali dispositivi consentirebbe un sensibile abbattimento del rischio di infezione. Si richiamano qui, a titolo di esempio le raccomandazioni dell’Istituto Superiore di Sanità sulla sanificazione di strutture non sanitarie. Inoltre, in previsione della riapertura delle scuole e sulla base della necessità di contrastare la diffusione delle varianti del virus COVID19, un’equipe composta dal Centro Nazionale Sostanze Chimiche e protezione del Consumatore e dall’Istituto Superiore di Sanità ha fornito indicazioni sui dispositivi di sanificazione, igienizzazione e purificazione dell’aria. 

Tra i vari sistemi di purificazione e sanificazione dell’aria vi è quello già sperimentato da strutture scolastiche che prevede un sistema di ventole che canalizzano l’aria all’interno del dispositivo stesso.   Attraverso il contatto con la luce ultravioletta l’aria uscirebbe sanificata.

Questi sistemi di sanificazione a raggi UV-C ad emissione controllata, riescono ad abbattere virus e batteri senza presentare alcuna controindicazione in quanto evitano il dannoso contatto diretto con i raggi ultravioletti impedendo la produzione di ozono, come dimostrano alcune esperienze di comuni italiani che abbiamo raccolto ed approfondito. Secondo le ricerche dell’Istituto Superiore di Sanità: “La radiazione UV-C ha la capacità di modificare il DNA o l’RNA dei microorganismi impedendo loro di riprodursi e quindi risultare dannosi; per tale motivo viene utilizzata in diverse applicazioni, quali la disinfezione degli alimenti, dell’acqua e dell’aria. Studi in vitro hanno dimostrato che la radiazione UV-C è in grado di inattivare il 99,9% del virus dell’influenza in aerosol.”

Il dispositivo potrà inoltre consentire di tenere le finestre dei vari plessi chiuse quando necessario mantenendo l’apertura nei cambi d’ora. Più caldo in classe quindi meno dispersione di calore e maggior risparmio di risorse. Ma soprattutto, meno contagi tra i ragazzi e nelle famiglie.

Da un’indagine della Fondazione GIMBE, in collaborazione con l’Associazione Nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, è emerso che se da un lato vi è stato consistente utilizzo da parte delle scuole di risorse pubbliche destinate alla disinfezione delle superfici, dall’altro sono state sottovalutate le evidenze scientifiche che imporrebbero seri investimenti per migliorare la qualità dell’aria negli ambienti scolastici dove i bambini i ragazzi gli insegnanti e gli operatori tutti trascorrono gran parte della loro giornata. 

Il Comitato sottolinea l’importanza e urgenza di dotare le scuole di adeguati sistemi di aereazione, per il continuo di un’opera efficace di sicurezza e prevenzione, e la necessità di ridurre i tanti disagi che hanno subito i bambini e i ragazzi dall’inizio della pandemia. 

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