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Inaugurata Casa Riders alla Spezia con spogliatoi e ciclo-officina

È stata inaugurata ieri mattina alla Spezia “Casa Riders”, base per i lavoratori delle consegne a domicilio.

Il nuovo ambiente può contare su uno spazio di circa cento metri quadri con spogliatoio, una stanza in cui consumare pasti, ricaricare i telefoni e attendere le chiamate e una ciclo officina per la manutenzione dei mezzi di lavoro.

“Inaugurata la casa dei riders, La Spezia fa scuola nella dignità del lavoro ai lavoratori delle consegne a domicilio che vivono in una situazione di totale precarietà, con poche tutele e diritti – dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini –. La situazione dei rider è sotto gli occhi di tutti: sempre in mezzo a una strada con una bici vicino o il motorino, sotto il sole, sotto la pioggia, in attesa di una chiamata per la consegna, senza alcuna differenza fra giorno festivo e feriale, orario diurno e notturno. Non hanno un luogo dove ripararsi, utilizzare il bagno e ricaricare il cellulare che è uno strumento fondamentale per il loro lavoro. Una situazione che già era allarmante prima, ma che dopo la pandemia è peggiorata ulteriormente: per questo, l’amministrazione ha ritenuto doveroso fare un accordo con le organizzazioni sindacali dando dignità a questi lavoratori mettendo loro a disposizione una sede in via Padre Giuliani”.

“Il lavoro è fondamentale per la nostra società, nella nostra Costituzione si trova nel primo articolo, ma non può rimanere solo una parola e non possiamo pensare che le forme del lavoro rimangano le stesse, soprattutto a seguito della digitalizzazione e anche della pandemia: dobbiamo impegnarci tutti a dare dignità a ogni lavoratore e La Spezia oggi fa da esempio prendendosi a cuore i ‘nuovi’ lavoratori, le nuove professionalità, come quella dei rider, che purtroppo non godono dei ‘vecchi’ diritti a seguito di un cambiamento repentino della società. Il lavoro che svolgono i rider – sottolinea il primo cittadino – è importante perché risponde a una nuova esigenza della nostra società: ricevere il cibo a casa o in ufficio come piacere, e non solo come necessità. Allo stesso tempo, proprio a pari passo, speriamo che nasca una maggiore responsabilità sociale delle imprese di questo settore in ascesa per tutelare veramente questi lavoratori a 360°, non soltanto cercando un guadagno fine a se stesso. In ultimo, ma non meno importante la valutazione del lavoro dei rider è vincolata all’affidabilità, misurata attraverso le recensioni dei ristoratori e clienti: ecco, come può essere alta la qualità del proprio lavoro se non si ha nemmeno un tetto sulla testa nell’attesa della chiama, vivendo fra una consegna e l’altra sotto la pioggia? Da oggi i rider della Spezia avranno a disposizione una struttura: un piccolo ma fondamentale passo in avanti in un contesto di precarietà, mancanza di tutele e diritti che mi auguro venga presto normato per ripristinare la dignità di questi nuovi lavoratori. Ringrazio del grande lavoro di concerto tutti i sindacati e i rappresentanti dei riders”.

Redazione
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