Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha comunicato al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani l’individuazione di un’area nel comune di Aulla, in località Pallerone, per la realizzazione di un nuovo Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) in Toscana. La notizia è stata diffusa dall’ANSA il 15 aprile 2026 e ripresa dalla TgR Toscana.

Secondo quanto riportato, nell’area sono ancora in corso le necessarie verifiche di fattibilità. A compensazione della presenza del nuovo CPR, il Ministero starebbe valutando un alleggerimento delle presenze nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) della zona.

Nelle ore successive alla diffusione della notizia sono arrivate le prese di posizione delle istituzioni locali e regionali, tutte orientate in senso contrario all’ipotesi.

La posizione della Regione Toscana

Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha dichiarato di aver ricevuto la comunicazione dal Ministero e ha espresso il proprio dissenso. «Ho ricevuto dal Ministro dell’Interno una comunicazione che prospetta la possibilità di realizzare un CPR a Pallerone, in Lunigiana. Ritengo questa ipotesi un errore sotto molti punti di vista», ha affermato Giani, definendo la Lunigiana «un territorio di grande valore, delicato sul piano ambientale, sociale ed economico». Il presidente ha aggiunto di non considerare i CPR «lo strumento più efficace per affrontare la questione migratoria» e ha auspicato «una riflessione seria e una riforma complessiva delle norme». Alla stampa ha ribadito: «Per me è un oltraggio alla Lunigiana andare lì a fare il CPR».

Il Comune di Aulla

Il sindaco di Aulla e presidente della Provincia di Massa-Carrara, Roberto Valettini, ha dichiarato l’«assoluta e ferma contrarietà» all’ipotesi. Valettini ha ricordato che il Consiglio comunale di Aulla ha già approvato due delibere consiliari all’unanimità sul tema e ha annunciato una comunicazione formale al Prefetto nella quale verrà evidenziata «l’inidoneità dell’area» per «ragioni logistiche, di sicurezza e di vocazione del territorio».

Il sindaco ha ribadito di aver partecipato personalmente alle assemblee pubbliche e ai confronti con i cittadini sul tema, respingendo al contempo quelle che ha definito strumentalizzazioni politiche della vicenda. «La difesa di Aulla e della Lunigiana viene prima di ogni logica politica», ha scritto.

Il Comune di Fivizzano

Anche il sindaco di Fivizzano, Gianluigi Giannetti, ha espresso contrarietà con toni critici verso l’esecutivo nazionale. «Dall’Albania ad Aulla, questo governo continua a scegliere la strada della propaganda e dei CPR, invece di costruire politiche serie di accoglienza e integrazione», ha dichiarato. Giannetti ha parlato di «decisioni calate dall’alto, contro i territori e contro i diritti» e ha auspicato «una mobilitazione forte delle istituzioni e dei cittadini».

I prossimi passaggi

Secondo le informazioni disponibili, la scelta dell’area resta al momento un’ipotesi tecnica soggetta alle verifiche di fattibilità da parte del Ministero. Non sono stati resi noti tempi per la conclusione dell’istruttoria né per un’eventuale decisione definitiva. La procedura, in caso di conferma, coinvolgerà la Prefettura di Massa-Carrara e gli enti locali interessati.

L’ipotesi di un CPR in Toscana si inserisce in un piano nazionale di ampliamento della rete delle strutture di trattenimento amministrativo per cittadini stranieri irregolari, avviato dal governo negli ultimi anni. Attualmente in Toscana non è attivo alcun CPR.

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