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TFR in azienda o fondo pensione, cosa scegliere per una pensione più alta

Quando si parla di pensione si tocca un argomento abbastanza complesso, soprattutto al giorno d’oggi. Se ne discute molto e le divisioni politiche su questo grande tema sono talvolta nette e contrastanti tra loro. 

Quello che è certo, però, è che la pensione integrativa si rende sempre più indispensabile a fronte di una pensione INPS che per molti rischia di diventare sempre più ridotta. Quali sono le scelte da fare per cercare di aumentare la pensione e garantirsi una vecchiaia dignitosa?

L’argomento è molto interessante e, come spesso accade in questi casi, avere le idee chiare aiuta a compiere delle scelte ponderate e in linea con le proprie esigenze. 

Anche i dipendenti dovrebbero pensare a questo aspetto e in particolare dovrebbero scegliere se lasciare il TFR in azienda o destinarlo a un fondo pensione. Sono queste le possibilità che si hanno ed è opportuno capire i vantaggi di una scelta e dell’altra.

Iniziamo con il dire che il TFR è il Trattamento di Fine Rapporto. Si tratta di una somma che viene accantonata durante gli anni di servizio e che viene riconosciuta al lavoratore nel momento in cui cessa il rapporto con l’azienda. Si tratta della cosiddetta liquidazione buonuscita e quello che è importante è scegliere come destinarla. 

Per approfondire l’argomento riprendiamo e rimandiamo alla lettura della guida di Affari Miei, che spiega e consiglia dove destinare il TFR, così da avere il quadro più completo possibile. 

A grandi linee possiamo dire che dal 2005 il lavoratore ha davanti a sé due scelte. 

La prima è quella di lasciare il TFR in azienda. Si tratta di una scelta volontaria e non obbligatoria e questo significa che la decisione spetta solo al destinatario della somma accantonata. 

Nello specifico, l’obbligo è decaduto con il D. Lgs 252/2005 che ha permesso al lavoratore di effettuare una libera scelta. L’ alternativa? Destinare il TFR a un fondo pensione, che può essere aperto o chiuso.

La decisione deve essere presa entro 6 mesi. Se ciò non avviene il TFR verrà versato in un fondo pensione. Se la scelta del lavoratore è differente è necessario che questo faccia sentire la sua voce prima della scadenza dei termini. 

La scelta può essere fatta sulla base di diversi fattori e la tassazione è uno di questi.

Se si decide di lasciare il TFR in azienda questo viene rivalutato ogni anno di 1.5% a cui si deve aggiungere il 75% del tasso di inflazione. Inoltre la somma è soggetta al regime IRPEF e, quindi, ci si dovrà rifare alla tassazione dell’ultimo stipendio. Questa va dal 23% al 43%.  

La tassazione di un fondo pensione è, invece, inferiore ed è del 15% circa e diminuisce con il tempo di permanenza nel fondo stesso. 

Naturalmente non esiste la scelta perfetta per tutti. Quello che si consiglia a un giovane che ha la possibilità di muoversi sul mercato del lavoro è il fondo pensione, mentre per altre tipologie di lavoratori potrebbe essere più conveniente lasciare il TFR in azienda. Solo una corretta informazione porta alla scelta giusta. 

Redazione
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