Ristorazione: in arrivo la Legge che regolamenta gli "Home Restaurant"

Viva soddisfazione viene espressa dalla Presidente del “Gruppo Commercio” Confartigianato Massa Carrara, Claudia Rinaldi, per l’approvazione alla Camera della proposta di legge che intende regolamentare il sempre più diffuso fenomeno degli “Home Restaurant“.

Una “battaglia” a tutti i livelli, provinciale, regionale e nazionale, quella portata avanti dal “Gruppo Commercio” della Confartigianato Imprese per regolamentare un fenomeno che, cresciuto a dismisura, crea situazioni di concorrenza sleale per le attività regolarmente iscritte alla Camera di Commercio e comporta rischi alla salute dei cittadini in quanto tali attività sfuggono completamente alle norme sull’autocontrollo alimentare. La mancanza di leggi, infatti, aveva consentito finora al fenomeno della ristorazione privata di crescere e prosperare in autonomia (7,2 milioni di euro il fatturato nel 2014)”

La nuova legge fissa alcuni paletti, soprattutto di natura fiscale, per evitare che la pratica dell’Home Restaurant” diventi un’attività professionale nascosta: quindi un massimo di 500 “coperti” e 10 per evento, per anno solare, un guadagno complessivo non superiore a 5.000,00 Euro l’anno, l’uso di piattaforme digitali per organizzare e prenotare eventi gastronomici e pagamento esclusivamente attraverso sistemi elettronici per renderli tracciabili. Inoltre si introducono normative certe per quanto riguarda i requisiti igienici a tutela del consumatore (possesso  HCCP con tutte le conseguenze: piano di autocontrollo, tracciatura alimenti ecc.).

Il  ristoratore dovrà comunicare l’evento all’Asl territoriale così da poter essere passibile di controlli.
Niente cene a pagamento in appartamenti privati usati per affitti brevi. Inoltre il ristoratore domestico dovrà anche stipulare un’assicurazione sulla casa per la copertura dei rischi connessi all’attività. Infine chi apre un “Home Restaurant” dovrà necessariamente presentare la dichiarazione di inizio attività commerciale (SCIA). Qualora l’?attività di home restaurant sia esercitata senza la presentazione della SCIA è disposta la cessazione dell?’attività medesima.   

“Era ora”, commenta la presidente Rinaldi, “che lo Stato mettesse mano in maniera chiara e trasparente a un fenomeno che creava vere e proprie situazioni di concorrenza sleale nei confronti delle attività di ristorazione che sono sottoposte a vincoli e tassazioni. Come Gruppo Commercio Confartigianato continueremo a monitorare la situazione e ci aspettiamo che la Legge sia definitivamente approvata in tempi brevi”.   

Confesercenti: "Ripresa lontana, necessario sforzo comune"

“Se la ripresa c’è, di sicuro non sta toccando il settore del commercio, almeno per quel che riguarda la nostra provincia”: con queste parole Adriano Rapaioli, responsabile di Confesercenti Massa Carrara, commenta i dati appena diffusi dalla propria associazione sulle aperture e chiusure delle attività commerciali locali, nei soli luglio e agosto 2016. Dati nuovamente negativi che testimoniano quanto ancora – e soprattutto per il commercio al dettaglio – la ripresa sia lontana.

25 le chiusure definitive in provincia a fronte di 4 aperture soltanto e ancora più nera la situazione a Massa con 13 chiusure e nessuna nuova attività. E il problema è che tali numeri e tali saldi negativi non riguardano solo l’abbigliamento che, come già da diversi mesi, conferma il trend in calo, ma anche bar e ristorazione – punti fermi soltanto ‘teorici’ di un territorio che dovrebbe vivere di turismo – che hanno frenato bruscamente la loro corsa e segnano -12 unità in provincia e -4 nella sola Massa. “Purtroppo – spiega Rapaioli – il commercio tradizionale non riesce proprio a risollevarsi: certamente si tratta di una situazione diffusa in tutta Italia, ma, nella nostra provincia e per alcuni settori, assume caratteri davvero preoccupanti”. Il dato di bar e ristorazioni è poi particolarmente preoccupante se confrontato con i dati relativi all’intera regione, in cui  – quasi ovunque – tali attività hanno registrato una crescita superiore al 3% (e che supera persino l’8% se si considera il quadriennio 2012-2016).

Quel +1%, a Massa e in provincia, per le strutture ricettive è quindi magra consolazione; mentre più rassicurante è, come di frequente, quel saldo positivo che vede gli ambulanti salire di altre 7 unità. Ciò nonostante i consumi non rallegrano: “In luglio abbiamo assistito a una vera e propria battuta d’arresto – dice Rapaioli – e in particolare per il settore dei beni non alimentari (e nonostante i saldi), con un calo del volume d’affari, rispetto al luglio precedente, di -0,8%”. Per questo gli viene “difficile pensare che nella parte finale dell’anno possa vedersi una ripresa”: “i nostri dati – spiega – raccontano una sempre più drammatica erosione degli spazi di mercato dei piccoli esercizi di vicinato e una spesa, quella delle famiglie italiane, che non riesce a ripartire“. Chi si salva? La grande distribuzione, ovvio, che nei primi sette mesi è già cresciuta dell’1,3%.

“È del tutto evidente che siamo di fronte a una vera e propria emergenza e il turismo, che è in crescita, sembra non essere per noi il motore della ripresa”, commenta sconfortato Rapaioli, che conclude proponendo “una vera e propria task force con le amministrazioni comunali, per capire quali strategie e quali incentivi mettere in campo” e promettendo: “Noi faremo la nostra parte, per esempio offrendo finanziamenti agevolati e con commissioni più basse, ma occorre uno sforzo comune, di tutti”.

Anche in Lunigiana le classi più povere della popolazione potranno presto usufruire del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un aiuto economico, tramite una carta di pagamento elettronica, una cosiddetta “social card”, a beneficio delle famiglie in condizioni economiche disagiate, nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata.

Infatti, con il decreto interministeriale del 26 maggio 2016 il SIA, già sperimentato nelle città italiane più grandi, è stato completamente ridisegnato e viene esteso a tutto il territorio nazionale.

Pertanto, dal 2 settembre 2016 i cittadini in possesso dei requisiti potranno presentare la richiesta per il SIA, che consiste in un contributo economico che può arrivare a 404 euro mensili, la cui erogazione avverrà, come accennato, tramite una carta di pagamento elettronica, che potrà essere utilizzata per acquistare generi alimentari, prodotti farmaceutici e parafarmaceutici e per pagare le bollette domestiche di luce e gas.

Il SIA è finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una dotazione a livello nazionale di quasi un miliardo e 250 milioni di euro, e si avvarrà come ente attuatore dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, mentre l’ente gestore in Lunigiana sarà la Società della Salute.

Alla SdS Lunigiana spetterà il compito di accertare i requisiti del potenziale beneficiario, come la cittadinanza e la residenza, invece l’INPS si occuperà di valutare i requisiti familiari ed economici.

Questi i requisiti che saranno accertati dalla SdS Lunigiana: essere cittadino italiano o comunitario o suo familiare titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure essere cittadino straniero in possesso del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo; essere residente in Italia da almeno 2 anni.

I moduli per presentare la domanda di SIA sono già a disposizione e possono essere ritirati presso i Punti Insieme dislocati nei presidi sanitari lunigianesi, dove si può trovare tutta l’assistenza necessaria per compilare correttamente la domanda, oppure possono essere scaricati dal sito web della Società della Salute della Lunigiana (www.sdslunigiana.it).

Tornando ai requisiti del potenziale beneficiario del SIA, compito dell’INPS saranno le valutazioni inerenti quelli familiari (presenza di almeno un componente minorenne o di un figlio disabile; presenza di una donna in stato di gravidanza accertata) ed economici (ISEE inferiore o uguale a 3mila euro).

Inoltre, non deve risultare che si benefici di altri trattamenti economici rilevanti (il valore complessivo di altri trattamenti economici eventualmente percepiti, di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale, deve essere inferiore a 600 euro mensili) e di strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati (non può accedere al SIA chi è già beneficiario della NASPI, dell’ASDI o di altri strumenti di sostegno al reddito dei disoccupati).

Di un certo interesse è un altro requisito richiesto per potere accedere al SIA, rappresentato dall’assenza di beni durevoli di valore: infatti, nessun componente del nucleo familiare deve possedere autoveicoli immatricolati la prima volta nei 12 mesi antecedenti la domanda oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.300 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati nei tre anni antecedenti la domanda.

È nel 2013 che ha preso il via la sperimentazione del Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), la cosiddetta “social card sperimentale”, un progetto di lotta alla povertà basato sulla partecipazione diretta dei beneficiari.

Non solo un sostegno economico alle famiglie che si trovano in condizione di particolare bisogno, ma un progetto ben più ampio di inclusione sociale attiva: lavorativa per gli adulti, scolastica per i bambini, sociale e sanitaria per tutta la famiglia.

Le misure complessive previste dalla sperimentazione puntano a costruire percorsi d’inclusione sociale attiva in grado di coinvolgere l’intera rete degli attori sociali, a partire dai beneficiari.