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Nei giorni scorsi, Cristian Petacchi, sindaco di Zeri, ha pubblicato un video sui social per affrontare il dibattito sull’installazione dei contatori nella rete acquedottistica comunale, argomento che ha suscitato discussioni tra i residenti. Petacchi ha precisato che l’adozione dei misuratori non deriva da una decisione arbitraria dell’amministrazione, ma da un vincolo normativo imposto da ARERA, che ha superato il vecchio sistema tariffario forfettario.

«Non è una trovata dell’amministrazione», ha chiarito Petacchi. «Non ci siamo svegliati un giorno con l’idea di montare i contatori. Siamo anzi in grave ritardo rispetto alle disposizioni, che avrebbero dovuto essere attuate già nel 2022».

Il sindaco ha evidenziato i rischi corsi dal Comune, tra cui possibili sanzioni e la perdita della gestione dell’acquedotto. «Abbiamo avuto proroghe», ha aggiunto, «ma ora non c’è più margine: entro l’anno dobbiamo completare l’installazione, altrimenti saremmo esposti a provvedimenti e alla revoca della gestione».

Nel video, Petacchi ha illustrato il piano finanziato tramite il PNRR, che ha assegnato al Comune oltre 6,6 milioni di euro per la modernizzazione e la digitalizzazione della rete idrica. L’intervento include anche la posa dei contatori nelle utenze ancora sprovviste. Secondo i dati forniti, in passato erano stati installati circa 500 misuratori, mentre negli ultimi mesi ne sono stati aggiunti altri 800, con il completamento previsto entro giugno.

Un punto controverso riguarda il contributo richiesto agli utenti. Petacchi ha specificato che la spesa copre solo il costo del materiale, non la manodopera, e che chi aveva già un contatore negli ultimi undici anni non dovrà pagare nulla. «Senza il finanziamento PNRR», ha sottolineato, «i contatori sarebbero stati comunque obbligatori, e il costo sarebbe ricaduto interamente sugli utenti. Oggi chiediamo solo il prezzo dei componenti, non dell’installazione».

Sul fronte economico, il sindaco ha spiegato che il progetto prevede un cofinanziamento comunale di circa 155.000 euro, oltre a ulteriori oneri legati all’anticipazione delle spese in attesa dei rimborsi ministeriali. Una procedura che ha portato la spesa complessiva sostenuta dal Comune vicino ai 200.000 euro.

«L’acqua non può essere un servizio gratuito», ha dichiarato Petacchi, «perché la rete richiede manutenzione costante, riparazioni, sanificazioni e personale. Nonostante ciò, le tariffe di Zeri restano tra le più basse rispetto a molti Comuni limitrofi».

Nell’ultima parte del video, il sindaco ha rivolto parole dure a chi, a suo dire, alimenta polemiche strumentali in vista delle elezioni. «È squallido sfruttare un tema come l’acqua per attaccare l’amministrazione a un anno dal voto», ha affermato. «Noi siamo sempre presenti, a Natale, Ferragosto o di notte, quando ci sono emergenze. Le critiche si fanno apertamente, non diffondendo falsità».

Petacchi ha chiuso ribadendo l’importanza della trasparenza: «Per me la chiarezza è essenziale. Non voglio che si creino malintesi con chi si fida di me e della mia amministrazione».

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