Settecentenario Dantesco: il 13 settembre staffetta torciera con serata di festeggiamenti a Pontremoli

L’Archeoclub Apuo Ligure dell’Appennino Tosco Emiliano commemora il transitus del Sommo con una staffetta torciera come usava ai tempi di Dante, un telegramma ottico che nella notte del 13 settembre 2021 partirà dalla natìa Toscana, attraverserà i luoghi danteschi, citati o frequentati dal Poeta, i monti toscani e la riviera ligure, la Valle della Magra e i castelli malaspiniani che furono tra i primi luoghi ad accogliere l’Esule e, valicando la dorsale appenninica, toccherà la Pietra di Bismantova e le Terre Matildiche fino alla Romagna Faentina e alla stessa Faenza più volte citata nella Commedia, giungendo infine a Ravenna, ad Dantis Sepulchrum dove Padre Ivo Laurentini della Chiesa di S Francesco custode della Tomba del Sommo, accompagnato da Oliviero Resta, presidente dell’Associazione Il Cammino di Dante, riceverà l’ultimo segnale in arrivo.

Il progetto è stato inserito dal Ministero della Cultura tra i grandi eventi del Settecentenario Dantesco e come tale pubblicato sul sito ministeriale. Patrocinanti le tre Regioni attraversate dal telegramma ottico: Toscana, Liguria ed Emilia Romagna, tutti i Comuni del percorso, Enti importanti come il Mab Unesco dell’Appennino Tosco Emiliano, i Parchi dell’Emilia Centrale, la Fondazione Marmo di Carrara, le Cave di marmo della Tambura e di Carrara, il Liceo Classico Vescovile di Pontremoli, la Società Dantesca di La Spezia-Sarzana e il Centro Dantesco di Ravenna, il CAI dell’Emilia e della Toscana, il VAB Toscana di Fosdinovo, l’A.N.Alpini dell’Emilia, le Pro Loco, la Protezione Civile, le Associazioni Culturali, il Progetto Cantiere della Memoria di La Spezia, senza dire di Ravenna, città del Viva Dante 2021.

Il segnale congiungerà il Mar Tirreno al Mar Adriatico: un lampo, un brivido, un’emozione sola dai monti alle riviere all’apparire del telegramma di fuoco per Dante, nel cuore della notte, in ricordo del suo transitus, ma soprattutto di quello che ha significato e significa tuttora per noi Italiani al cospetto del mondo.

Il percorso toscano comprende: Pania della Croce, Monte Tambura, Cave di Carrara. Il percorso ligure interrompe la continuità territoriale e riguarda: Luni, Lerici, Portovenere, Ameglia, Sarzana, Castelnuovo Magra, Santo Stefano Magra, Vezzano Ligure, Madrignano di Calice al Cornoviglio e Beverone di Rocchetta Vara, località tutte in provincia di La Spezia, fino al confinante Passo dei Casoni.

Nella Val di Magra invece, oltre Santo Stefano Magra (SP). Il percorso toscano riprende con Caprigliola e possibilmente Bibola di Aulla, con Tresana, Villafranca, Bagnone/Castiglione del Terziere/Monte Losanna, Mulazzo. Qui il segnale di luce da una parte sarà lanciato verso il Passo della Cisa per proseguire nelle tappe emiliane e romagnole fino a Ravenna e dall’altra viene lanciato a Pontremoli dove si fermerà per un’animata serata dantesca in Piazza della Repubblica, o al Castello del Piagnaro in caso di pioggia.

Qui la ricezione del segnale sarà organizzata ed eseguita a cura della Compagnia del Piagnaro.

A Pontremoli l’Archeoclub Apuo Ligure dell’Appennino Tosco Emiliano, organizza con la paritetica collaborazione delle Associazioni. Dopo il saluto delle autorità locali, inizierà la serata dantesca con gli studenti e le studentesse del locale liceo classico che reciteranno le terzine dell’Inferno c. XIII (Pier delle Vigne, fatto abbacinare probabilmente a Pontremoli da Federico II), del Purgatorio c.VIII (Corrado Malaspina e i suoi discendenti) e del Paradiso c. XXXIII, intervallati dall’esibizione del Gruppo Danze Storiche, degli sbandieratori della Compagnia del Piagnaro e dei focolieri dell’Associazione Fenici del Fuoco, in una festa medioevale di alto livello che, per una volta, pone Dante al centro.

Insomma si pregusta un tripudio di luce per Dante, specialmente nella vallata tra le province di Spezia e di Massa Carrara, con un rincorrersi di segnalazioni dai monti al mare, dall’una all’altra sponda dei fiumi Vara e Magra, fin quasi alle sorgenti di ambedue. La Val di Magra, resa famosa dalla Divina Commedia, riconoscente commemora il Sommo con un inno ottico e identitario, un lungo ed articolato peana di luce per chi della Luce è stato e rimane il Poeta per antonomasia.

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