Odio contro ebrei e immigrati, scovata organizzazione neofascista

Un fermo immagine tratto da un video della polizia di Roma, 20 maggio 2021: Un’operazione della Polizia nei confronti di presunti appartenenti ad un’organizzazione di estrema destra chiamata ‘Ultima Legione’ è scattata questa mattina in diverse città italiane. L’indagine, condotta dall’Antiterrorismo e dalla Digos dell’Aquila, è stata diretta dalla procura abruzzese e coordinata dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo. ANSA/POLIZIA EDITORIAL USE ONLY NO SALES

Propaganda di idee naziste e antisemite, video e immagini dal contenuto razzista e discriminatorio, tesi negazioniste, istigazione a commettere azioni violente contro ebrei ed extracomunitari. Sono le accuse nei confronti di 12 soggetti tra i 26 e i 62 anni ritenuti appartenenti ad un’organizzazione chiamata Ordine ario romano e indagati nell’ambito di un’indagine del Ros e della Procura di Roma che ha portato all’emissione di altrettante misure cautelari.

L’organizzazione, dicono gli investigatori, aveva appena iniziato a pianificare anche un’azione contro una struttura della Nato. L’accusa ipotizzata nei confronti dei 12 indagati è di associazione finalizzata alla propaganda e all’istigazione per motivi di discriminazione etnica e religiosa.

Le indagini sono partite nel 2009 e hanno portato alla scoperta del gruppo ‘Ordine ario romano’ del quale facevano parte gli indagati e che era molto attivo sui social dove – attraverso due pagine Facebook e una community Vk, uno dei social più utilizzati in Russia – venivano diffusi i contenuti razzisti e le tesi complottiste.

 Collegato a ‘Ordine ario romano’ c’era poi il gruppo whatsapp chiamato ‘Judenfreie Liga (Oar)’ dal quale gli indagati istigavano a compiere azioni violente contro ebrei ed extracomunitari. E sempre su questo gruppo si era iniziato a pianificare un attentato contro una struttura della Nato, con ordigni confezionati in maniera artigianale anche grazie alla collaborazione di altri gruppi simili che operavano in Portogallo. Oltre alle misure, eseguite a Roma, Cagliari, Cosenza, Frosinone, Latina, L’Aquila, Milano e Sassari, sono scattate perquisizioni anche in altre città italiane.

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