Il Partito Democratico e i Giovani Democratici della Lunigiana si dicono contrari all’apertura di nuovi Centri di permanenza per i rimpatri in Lunigiana, in Toscana e nel resto del Paese. Le due organizzazioni rispondono così alle recenti dichiarazioni del consigliere regionale Jacopo Ferri sulla necessità di realizzare un CPR in Toscana.
«Assurdo è continuare a presentare i CPR come la soluzione ai problemi dell’immigrazione e della sicurezza, ignorando le criticità di questo modello e i diritti delle persone», affermano PD e GD della Lunigiana.
«La nostra posizione è netta: siamo contrari all’apertura di nuovi CPR in Lunigiana, in Toscana e nel resto del Paese. Una contrarietà che nasce da una precisa idea di società e di governo dell’immigrazione, fondata sulla dignità umana, sulla legalità e sull’efficacia delle politiche pubbliche. Non chiediamo di spostare queste strutture altrove: contestiamo il modello che rappresentano».
Il nodo dei diritti fondamentali
Per PD e GD il primo punto riguarda la tutela dei diritti fondamentali. «Nei CPR la privazione della libertà avviene attraverso il trattenimento amministrativo, anche in assenza di una condanna penale. Confondere questa condizione con la responsabilità per un reato alimenta una rappresentazione distorta dell’immigrazione. Le gravi criticità documentate nelle strutture, dalle condizioni di vita all’assistenza sanitaria e alla possibilità di esercitare effettivamente i propri diritti, impongono una risposta politica radicalmente diversa».
L’efficacia delle politiche migratorie
Alla questione dei diritti si affianca quella dell’efficacia. «La destra propone nuove strutture come se aumentare i posti di trattenimento bastasse a governare i flussi migratori. Ma la detenzione non garantisce di per sé il rimpatrio e non sostituisce una politica seria fatta di cooperazione internazionale, canali regolari di ingresso, procedure efficienti e percorsi di inclusione. Le risorse pubbliche devono produrre risultati, non alimentare una propaganda permanente».
Le priorità indicate per il territorio
La Lunigiana, sottolineano le due organizzazioni, «merita investimenti nella sanità pubblica, nei trasporti, nei servizi di prossimità e nelle opportunità di studio e lavoro per i giovani. È su queste priorità che chiediamo a Ferri di impegnarsi. La tradizione di solidarietà e le esperienze di accoglienza diffusa del nostro territorio sono un patrimonio da rafforzare, coinvolgendo Comuni, associazioni e comunità locali».
La posizione dei Giovani Democratici
Rania Guriguer, segretaria dei Giovani Democratici della Lunigiana, dichiara: «Lo dico con assoluta fermezza: la nostra posizione non è tattica, è di principio. Il no ai CPR è e resterà totale, in tutta Italia, in Toscana e nella nostra Lunigiana. Se il Governo e la destra pensano di imporre un centro di detenzione dall’alto, troveranno una comunità pronta a far sentire la propria voce. Non ci limiteremo ai comunicati: se necessario saremo nelle piazze, nelle strade e nei borghi, con ogni strumento democratico, per difendere i diritti delle persone e la nostra idea di umanità. Questa terra merita servizi, sanità e futuro. Su questo non faremo un passo indietro».
Sicurezza e accoglienza diffusa
«La sicurezza delle cittadine e dei cittadini è una responsabilità concreta, che richiede presenza delle istituzioni, contrasto allo sfruttamento e alla criminalità, servizi e coesione sociale – concludono PD e GD della Lunigiana –. Continueremo a sostenere un modello di accoglienza diffusa e integrazione, nel rispetto delle regole e della dignità di ogni persona. La vera sicurezza si costruisce con la legalità e i diritti. Non con le gabbie».
