Oltre venti medici indagati in nove città con un unico sospetto: firme facili e diagnosi creative per dichiarare gli stranieri irregolari “incompatibili” con i Centri di Permanenza per i Rimpatri.
La Polizia ha effettuato perquisizioni a tappeto tra le carte di oltre venti medici sparsi tra Bari, Biella, Bologna, Firenze, Livorno, Milano, Rimini, Roma e Varese. L’ipotesi investigativa è tanto semplice quanto grottesca: una vera e propria catena del referto di comodo. Secondo gli inquirenti, i camici bianchi finiti nel mirino firmavano false attestazioni di incompatibilità sanitaria con la detenzione nei CPR. Gli extracomunitari destinati al rimpatrio spesso risultavano improvvisamente troppo malati per essere trattenuti ed espulsi, ma miracolosamente in salute per restare liberi sul territorio nazionale.
L’indagine è la seconda parte dell’inchiesta che mesi fa aveva portato ad analoghe perquisizioni, su delega della pm Angela Scorza, a carico di otto medici all’epoca tutti in servizio al reparto delle Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna.
