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Lo storico Banti e la docente Billet raccontano al Parentuccelli il valore del Giorno del Ricordo

Come ogni anno l’Istituto Superiore Parentucelli Arzelà di Sarzana ha offerto ai suoi studenti l’opportunità di approfondire la conoscenza sugli eventi tragici legati alle foibe e all’esodo giuliano-dalmata in occasione del Giorno del Ricordo. 

Un momento importante per riflettere sulla storia e la memoria collettiva del nostro paese proposto con un’iniziativa, coordinata dal dirigente Generoso Cardinale, che ha messo a disposizione dei ragazzi del triennio, due conferenzieri di spessore testimoniale e culturale.

Si tratta dello storico ed ex onorevole sarzanese Egidio Banti e la docente Silvia Billet, che vanta un dottorato di ricerca sulla vicenda giuliano dalmata condotto da uno dei massimi esperti, Raoul Pupo, intervenuto al Parentucelli Arzelà nel 2020, proprio per commemorare il Giorno del Ricordo.

L’on. Egidio Banti, già parlamentare ed ora sindaco di Maissana, già allievo del “Parentucelli” e già insegnante dell'”Arzelà”, ha ricordato di essere stato l’unico parlamentare, alla Camera, a votare nel 2004 la legge istitutiva della Giornata del Ricordo. Partendo da tale circostanza, ha ricostruito le varie tappe dell’iter legislativo, abbastanza lunghe, in quanto la prima proposta di legge era stata presentata nel 1995. Ha poi sottolineato la larga maggioranza che si era realizzata in aula (così come nella seconda lettura, quella del Senato), con la convergenza tra le forze parlamentari di maggioranza e quasi tutte quelle di opposizione, per cui i voti contrari furono soltanto 15. Ed anche questi (gruppi di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani) dovuti non a obiezioni di principio quanto a preoccupazioni per un possibile “utilizzo” politico di quanto veniva deciso. Banti ha sottolineato come la data del 10 febbraio, anniversario del trattato di pace di Parigi del 1947, venne scelta su istanza precisa delle associazioni dei profughi giuliano-dalmati, fatta propria dalle commissioni parlamentari. Ha infine letto e commentato brani alcune delle dichiarazioni di voto più significative, tra le quali quelle di Mirko Tremaglia, Piero Fassino, Gerardo Bianco, Ugo Intini (scomparso proprio in questi giorni) e, al Senato, Giulio Andreotti.

La professoressa Silvia Billet, docente di materie letterarie, ha ricostruito, anche sulla base di personali studi sull’argomento, gli antefatti storici delle vicende giuliano-dalmate, con riferimento sia alle foibe sia all’esodo forzato di una parte della popolazione di origine italiana. Al riguardo, si è rifatta all’antica storia legata alla presenza di italiani in Istria e in Dalmazia, in territori in gran parte e a lungo appartenuti a Venezia. Si è poi soffermata sugli eventi seguiti alla Prima guerra mondiale (il caso di Fiume, ma non solo) per giungere poi ai fatti seguiti alla fine della Seconda guerra mondiale. Ha proiettato anche e commentato un filmato storico relativo alle vicende dell’esodo seguito al trattato di pace.

Redazione
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