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La rinascita del Castello Malaspina di Tresana, Mastrini: “Restituito alla Comunità”

Il Castello Malaspina di Tresana sorge su una rocca posta al culmine della stretta piana alluvionale del fiume Osca, affluente del fiume Magra. La rocca ha pendii ripidi e pareti quasi verticali che rendono il Castello inaccessibile e facilmente difendibile, nonché adatto agli avvistamenti (dalla rocca la vista spazia fino alle Alpi Apuane).

“Siamo lieti di annunciare il Castello è stato restituito alla Comunità in tutta la sua bellezza – afferma il Sindaco di Tresana Matteo Mastrini – e di questo dobbiamo ringraziare la Fondazione Defendente Maneschi e l’avvocato Ginetta Maneschi”.

ll Castello appartenne ai Marchesi Malaspina dello “Spino secco” (destra del fiume Magra), antica casata, di origini longobardi e ha conosciuto diverse fasi costruttive.

La parte più antica è rappresentata da una possente torre quadrangolare, alta circa 27 metri e risalente all’ XI-XII secolo (si ritiene che il nome Tresana derivi da turris sana cioè “torre fortissima”) . Nel corso dei secoli successivi il castello è stato ampliato. In particolare nel XIV- XV secolo la torre quadrangolare fu affiancata da una grande torre a base semicircolare.

E proprio dalla torre quadrangolare, per poi passare al recupero della torre  semicircolare, è partita la Fondazione Maneschi.

Il Castello di Tresana venne venduto dai principi Corsini, nel 1856, a Luigi Rossi e versó, fino 2009, in condizioni pessime.

La Fondazione Maneschi ne è divenuta proprietaria dopo un procedimento di esproprio intrapreso in base alle disposizioni del Codice dei beni culturali: il restauro del Castello è iniziato nel 2010. “Adesso il colpo d’occhio è eccezionale: se pensiamo a come presentava la rocca fino a quattordici anni fa, possiamo parlare di un recupero straordinario sotto tutti i punti di vista”.

Oggi il Castello Malaspina di Tresana è diventato anche un’affascinante struttura ricettiva: il B&B, posto all’interno di un palazzo, si affaccia sulla piazza principale del paese ed è parte del Castello Malaspina. Un tempo infatti il palazzo era adibito a foresteria per i pellegrini che, percorrendo la Via Francigena, cercavano protezione e ristoro all’ombra del maestoso Castello.

Redazione
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