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In Toscana aumenta il rischio povertà

I beneficiari delle nuove misure di contrasto alla povertà entrate in vigore nel 2024 saranno, a regime, il 50% in meno di quanti percepivano sin qui il Reddito di cittadinanza. E’ quanto emerge da una stima pubblicata nel settimo rapporto su “Povertà e inclusione sociale in Toscana”.

Il rapporto è stato presentato oggi a Firenze nel corso di un incontro organizzato a Palazzo Strozzi Sacrati cui ha partecipato  l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli.
L’accurata fotografia statistica è dedicata in gran parte al 2022, ma contiene anche un’indagine campionaria realizzata da Irpet a maggio 2023 su un campione di 1.500 famiglie e un aggiornamento sulle misure di contrasto alla povertà.

La percentuale di cittadini toscani in condizioni di povertà assoluta sulla base dei redditi segnalano almeno fino al 2022 un passo indietro (dal 6% del 2021 al 5,5 del 2022);  emergono però  (Indagine Irpet di maggio 2023) tutte le difficoltà legate all’incremento dell’inflazione che si traducono  in una netta riduzione dei consumi, sia per i beni essenziali come luce e gas sia per svago e tempo libero; se si considerano le dimensioni benessere-reddito, condizioni di salute-abitative, condizioni lavorativo-educative e accesso ai beni essenziali il 10,9% delle famiglie toscane risulta in una situazione definita tecnicamente di ‘deprivazione cumulata’ (significa che hanno simultaneamente condizioni svantaggiate nelle quattro dimensioni del benessere), mentre il 14,3% è a rischio povertà o esclusione sociale. 

Rispetto a questi fenomeni fino al 2023 la principale misura di contrasto è stata  il reddito di cittadinanza di cui al primo novembre 2023 risultava percepito da  19.690 nuclei familiari (corrispondenti a 35.324 persone); secondo le stime del rapporto i beneficiari delle nuove misure (Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro), che hanno criteri più restrittivi, diventeranno la metà.

“Una quota sempre più numerosa della popolazione toscana è a rischio povertà, ma il governo continua a privare un numero sempre più consistente di cittadini in difficoltà di strumenti basilari per la  sussistenza”, ha sottolineato Serena Spinelli. 

“Per il secondo anno – ha proseguito – nella legge di bilancio non ci sono fondi per il contributo affitti che ogni anno veniva richiesto da oltre quindicimila persone; e da quest’anno, secondo le stime del rapporto si dimezzerà la platea di coloro che potranno avere un reddito minimo con cui sostenersi. Sarà un grande risparmio per il governo, molto meno per gli enti locali che dovranno rispondere alle situazioni di fragilità senza avere strumenti a disposizione”.

“Ricordo – sono ancora parole dell’assessora – che in ogni Stato europeo chiunque versi in condizioni d’indigenza è titolato a ricevere, fino a quando il bisogno persiste, un contributo monetario che gli permetta uno standard di vita minimamente accettabile. Purtroppo in Italia, e quindi in Toscana un numero sempre maggiore di famiglie risulterà escluso da ogni sostegno”. 

“Cercheremo – ha concluso l’assessora – di far sentire la nostra voce in tutte le sedi istituzionali perché queste misure siano allargate a tutti coloro che ne hanno necessità per  poter vivere in maniera dignitosa”. 

I dati del rapporto

Il rapporto è frutto di un lavoro collettivo del gruppo “Povertà ed esclusione sociale” dell’Osservatorio Sociale Regionale della Regione Toscana, in collaborazione con ANCI Toscana, IRPET, Centro regionale di documentazione infanzia e adolescenza, Caritas Toscana e Università di Siena, con contributi anche delle Università di Pisa, di Firenze e di Torino, di Oxfam Italia e di FioPSD.

Secondo i dati presentati oggi nel 2022 la percentuale di persone in condizioni di povertà assoluta, calcolata sulla base dei redditi,  è diminuita dal 6% del 2021 al 5,5% del 2022. Un dato percentuasle cui corrispondono oltre 90.000 famiglie. Un miglioramento dovuto al ritorno del Pil ai livelli prepandemici, al miglioramento del mercato del lavoro e alla crescita dell’occupazione. 

La crescita dell’inflazione, iniziata con la guerra russo ucraina, ha determinato però  la graduale riduzione dei consumi sia di beni essenziali (come acqua, gas e luce), sia per svago e tempo libero: secondo l’indagine Irpet  il 37% del campione ha rinunciato completamente a gite e viaggi, il 33% alle spese per ristorazione e tempo libero, il 35% all’acquisto di mobili, articoli e servizi per la casa. Il 53%, infine, dichiara una contrazione dei consumi di luce e gas.
Se si misura la povertà attraverso quattro dimensioni:  benessere-reddito, condizioni di salute-abitative, condizioni lavorativo-educative e accesso ai beni essenziali il 10,9% delle famiglie toscane risulta  in una situazione di deprivazione, mentre il 14,3% delle famiglie risulta a rischio povertà o esclusione sociale.

Le misure di contrasto alla povertà

Al 1 novembre 2023 in Toscana 19.690 nuclei familiari (corrispondenti a 35.324 individui) risultavano percettori di Reddito di Cittadinanza (l’83,2% dei nuclei familiari era formato da cittadini italiani).

Passando alla nuova misura dell’Assegno di Inclusione (attiva dal 1 gennaio 2024), la platea di beneficiari è stata modificata rispetto al RdC: si tratta infatti di nuclei familiari con over 60, persone con disabilità, minori o componenti in condizione di svantaggio, inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari. 

Questo comporta che in tutte le categorie di beneficiari, compresi gli stranieri, si ridurrà il numero di percettori. A regime, secondo le stime del rapporto, i beneficiari dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro (la misura per l’attivazione lavorativa varata insieme all’Assegno di inclusione) diventeranno la metà rispetto ai percettori di Reddito di cittadinanza.

Redazione
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