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Dopo mesi di attesa, i lavoratori della Fondazione Don Gnocchi di Fivizzano possono finalmente tirare un sospiro di sollievo: anche per loro scatterà l’adeguamento contrattuale al CCNL Aris Sanità, lo stesso già in vigore nella struttura gemella di Marina di Massa.

A darne notizia è la CISL Funzione Pubblica, che rivendica il risultato come una vittoria legale e sindacale ottenuta al termine di un lungo percorso, culminato il 10 giugno al tavolo delle trattative.

“Una vittoria di coerenza e determinazione. Non si poteva più tollerare un’ingiustizia così evidente”, commenta Enzo Mastorci, segretario della CISL FP.

Tutto parte nel 2019, quando la Fondazione Don Gnocchi, in piena riorganizzazione, decide di differenziare i contratti dei suoi operatori in base alla prestazione: sanitaria o assistenziale. Risultato? I lavoratori di Fivizzano rimangono legati al CCNL Aris RSA e CDR, meno vantaggioso, mentre i colleghi di Marina di Massa – anche grazie alle azioni legali della CISL – ottengono l’inquadramento nel contratto Aris Sanità, ben più tutelante.

Una disparità di trattamento insostenibile, sottolinea il sindacato: stessi ruoli, stessi protocolli, stesso carico di lavoro… ma condizioni contrattuali diverse. “A Fivizzano la situazione era diventata critica: il contratto meno appetibile ha spinto molti operatori ad andarsene. Oggi il 25% del personale non è assunto direttamente: serve un cambio di rotta per garantire qualità e continuità assistenziale”, spiega Mastorci.

La svolta è arrivata anche grazie alla ASL Toscana Nord Ovest, che – attraverso la Direttrice Generale Maria Letizia Casani – ha riconosciuto ufficialmente la natura sanitaria della struttura, dando ragione alla tesi che la CISL sostiene da anni e che ha già portato in tribunale.

I 30 posti letto del presidio di Fivizzano, destinati a cure intermedie, hospice, riabilitazione e stati vegetativi, verranno dunque riconosciuti per ciò che realmente sono. Dal 1° aprile 2026, tutto il personale sarà finalmente inquadrato con il contratto corretto.

Il sindacato annuncia così la fine dello stato di agitazione e il ritiro delle bandiere. Ma la battaglia non è finita: “Le cause legali sono ancora in attesa di sentenza – avverte la CISL FP – ma siamo certi che anche i tribunali confermeranno quanto è ormai sotto gli occhi di tutti: nessun lavoratore dev’essere trattato come personale di serie B”.

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