martedì, Agosto 9, 2022
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Bugliani: "No alla riduzione delle classi nella nostra provincia"

La riduzione dell’organico di diritto nelle scuole della nostra Provincia, così come in quella di Lucca, è un fatto inaccettabile, soprattutto in un momento come questo in cui l’emergenza Covid19 costringe tutti a nuove e necessarie regole di sicurezza, in primis quelle collegate all’obbligo di distanziamento sociale”, esordisce Bugliani. “Non è possibile che vengano effettuati in un solo anno 118 tagli all’organico di diritto capaci di tradursi nella riduzione di una cinquantina di classi nella nostra Regione, di cui quasi metà nella nostra Provincia. E’ indispensabile che, di fronte a questo, tutti i livelli istituzionali del nostro territorio intervengano e collaborino, assieme alle forze sindacali, per fare tutto quello che è necessario per arrivare a una revisione delle scelte fatte. Apprezzo il lavoro che è già stato avviato unitariamente da tutte le forze sindacali in sintonia con la Provincia di Massa Carrara e a loro voglio dare tutta la mia disponibilità per il ruolo che rivesto. Ho già avuto modo di confrontarmi con l’assessore regionale all’istruzione Cristina Grieco e anche lei, pur consapevole che l’assegnazione dell’organico di diritto non è di competenza regionale, si è dichiarata disponibile a fare tutto quanto necessario nei confronti del Ministero e a collaborare per difendere le ragioni del nostro territorio”.

Conclude Bugliani: “La rassegnazione alle due Province di 12 posti riduce il numero dei posti tagliati a 83 tra Massa Carrara e Lucca: troppi rispetto ai 118 posti tagliati a livello regionale. Mi sono confrontato con molte persone del mondo della scuola e con i sindacati e il risultato di queste misure appare per molti versi incomprensibile, portando a grossolane e inaccettabili sperequazioni tra i diversi territori. Per questo accolgo molto volentieri l’appello che FL CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA RUA e SNALS CONFSAL hanno lanciato a me e a tutte le istituzioni per la tutela di un territorio già duramente provato dalla crisi economica come il nostro. Non sommiamo alla crisi economica in atto una pericolosa crisi sociale, culturale e formativa”.

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