martedì, Agosto 9, 2022
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Benedetto Lupo suona Tchaikovsky per l’appuntamento con i Donatori di Musica

Quando lo presenta, Andrea Mambrini, Direttore del reparto di Oncologia presso l’Ospedale delle Apuane, non risparmia di descrivere le qualità personali e professionali dell’ospite.

“Benedetto Lupo – esordisce orgogliosamente il dottore – è uno dei pianisti più autorevoli, famosi e talentuosi che il panorama italiano ed internazionale possa vantare. E’ membro dell’Accademia Santa Cecilia di Roma, dove insegna a pianisti già formati ad ottenere ulteriori miglioramenti. Questa è la scuola più autorevole in Italia nel completare la preparazione di questi musicisti, per cui il talento e la preparazione di Benedetto non posso che essere superlativi. E’ poi un Donatore di musica: amico personale e dispensatore di emozioni. Pensate che oggi, per essere qui con noi, è partito da Roma nella primissima mattinata e rientrerà a Bari, sua città, stanotte”.

Benedetto Lupo e Andrea Mambrini

Lui, Benedetto Lupo, ha poi fatto una breve introduzione su “Le stagioni”, 12 pezzi per pianoforte (1876) di Pyotr Ilyich Tchaikovsky: “Un grandissimo autore, uno dei più grandi sicuramente che compose questa lirica in un momento di bisogno, in cambio di pochi denari. 12 pezzi, personalizzati temporalmente per sfruttare un comune e curioso senso del tempo in voga nell’800, che sono legati al carattere più classico che lega stagione ed immaginazione. Così febbraio è il mese del burro, marzo è il canto dell’allodola, Luglio è legato alla maturazione del grano, settembre è legato alla caccia, ottobre malinconico mentre novembre, l’inizio dell’inverno (La troika) è un componimento gioioso, allegro, vivace. E questi caratteri ben emergono nella animazione chiassosa, accesa e rumorosa della esecuzione. Dicembre – conclude il maestro – è legato ad una tradizione russa per la quale le fanciulle usavano gettare all’indietro le loro scarpe per augurarsi le nozze nell’anno seguente”.

Il concerto è poi iniziato: a ciascun mese è associata una lirica che è stata declamata dal Dottor Andrea Mambrini. Lui, Benedetto Lupo, un vero genio della tastiera ha ammaliato e affascinato una platea quasi stordita dalla magia di questo musicista. Un’ora di musica che difficilmente potrà essere dimenticata da quei fortunati che erano presenti.

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