A emergenza conclusa, le verifiche del Consorzio di Bonifica Toscana Nord confermano la portata eccezionale dell’ondata di maltempo che ha colpito la Lunigiana e la costa di Massa Carrara, con precipitazioni che non si registravano dai grandi eventi del 1996 in Versilia e dall’alluvione del 2011 sempre in Lunigiana. In tutta la Lunigiana – da Bagnone ad Aulla – le piogge sono state molto elevate e hanno prodotto effetti significativi sui corsi d’acqua e sul reticolo idraulico.

Il Civiglia messo alla prova

Tra i corsi d’acqua maggiormente sollecitati c’è stato anche il Civiglia, dove il nuovo sistema di difesa idraulica realizzato dal Consorzio ha affrontato la prima vera prova operativa. La piena è stata imponente, con livelli molto elevati lungo tutto il tratto, ma il nuovo argine non ha mai tracimato né mostrato criticità strutturali, garantendo la tenuta idraulica del settore più esposto e prevenendo danni che, con il vecchio argine più basso, sarebbero stati inevitabili per l’area produttiva e residenziale. L’opera, finanziata per circa 1,1 milioni di euro attraverso delibera CIPESS e risorse del Fondo di sviluppo e coesione assegnate alla Regione Toscana, ha richiesto mesi di lavoro e una pianificazione articolata. Il cantiere ha interessato il tratto dal Castello di Terrarossa al ponte della Statale, con la realizzazione della scogliera in destra idraulica, del nuovo argine in sinistra – più largo rispetto al precedente e lungo circa 340 metri – e del muro in cemento armato di 240 metri in destra idraulica. Un intervento complesso, collocato in un’area dove convivono attività artigianali, commerciali e abitazioni, e dove la riduzione del rischio idraulico rappresenta una priorità.

Le dichiarazioni di Martelloni e Sodini

Il sindaco di Licciana Nardi, Renzo Martelloni, evidenzia come il nuovo argine abbia risposto pienamente alla prova della piena: “Il Civiglia ha affrontato una piena di livello eccezionale, ma il nuovo argine ha retto senza alcuna criticità. È un’opera che ha dimostrato sul campo la sua efficacia e che ha evitato danni molto più gravi. La sicurezza dell’area del Masero dipendeva anche da questa infrastruttura, e i fatti lo confermano. Si tratta di un primo importante intervento da completare con la messa in sicurezza delle acque indirette provenienti dalla montagna, progetto che il Comune ha già presentato in Regione del valore di circa 1 milione e 800mila euro”.

Il presidente del Consorzio, Dino Sodini, sottolinea il valore strategico dell’intervento: “La chiusura del cantiere sul Civiglia rappresenta un risultato concreto per la sicurezza idraulica della Lunigiana. È stato un intervento complesso, che ha richiesto mesi di lavoro e una pianificazione attenta, ma oggi possiamo dire che ha risposto pienamente alle esigenze del territorio. La piena di questi giorni lo ha dimostrato: l’opera ha funzionato. Continueremo a lavorare con la stessa determinazione su tutti i fronti dove la sicurezza idraulica è una priorità”.

Le squadre del Consorzio stanno completando le ricognizioni su tutto il comprensorio, con particolare attenzione alla Lunigiana, dove si sono registrati i valori più elevati e le condizioni più critiche. Le verifiche proseguiranno sui corsi d’acqua principali e minori per valutare eventuali effetti residui del passaggio della perturbazione.

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