Fivizzano: tra riqualificazione urbana e totale dimenticanza

Sono passati 2 anni da quando portammo alla luce le esecrabili condizioni della strada che collega Cecina a Campiglione. Oggi scendiamo un pochino più a valle e vediamo come stanno i pochi metri che separano Cecina da Bardine di Cecina, 1,2 km di strada più in basso.

Mentre fervono i lavori per il rifacimento della strada qualche metro prima, qui siamo in un tratto totalmente abbandonato a se stesso da anni se non decenni a questa parte. L’asfalto cede, ci sono buche enormi, l’erba ai bordi non viene mai tagliata e cresce persino nel mezzo della carreggiata, tanto che ormai sono davvero in pochi a volersi avventurare.

Eppure sarebbe anche una via interessante da rivitalizzare, da lì a pochi metri la rinnovata SP di Tenerano porta fino alla Spolverina nel comune di Fosdinovo e poi giù verso Carrara, verso il mare, in qualche decina di minuti.

Se nelle piccole frazioni accade questo, nel capoluogo invece si brinda e si inaugura un murales – in orizzontale – nuovo di zecca, che nell’intento del comune serve come “miglioramento estetico e riqualificazione dello spazio pubblico”.

Fivizzano: tra riqualificazione urbana e totale dimenticanza - bardine di cecina, Fivizzano

Attenzione, non stiamo parlando di soldi spesi (sono 2100 euro stando alla determina ufficiale) o della bellezza dell’opera. La domanda da fare è un’altra: perché il Comune ha scelto di investire in questo progetto e quale risultato si aspetta di ottenere? Perché il lavoro, dalle foto aeree (importante sottolinearlo) sembra davvero molto ben fatto, i colori e lo stesso disegno giustificano appieno la scelta dell’artista (fivizzanese) ma per fruirlo davvero bene dovremo tutti osservarlo planando dall’alto o tramite un drone. Insomma, guardarlo in fotografia.

La strada tra Cecina e Bardine invece basterebbe percorrerla per capire che avrebbe bisogno di un ammodernamento nemmeno troppo estetico ma essenziale, almeno qualche buca riempita (sì, è il clichè dei giornali locali occuparsi anche di queste cose) dare segno di avere a cuore anche le piccolissime frazioni. Non si chiede di avere una via a larghezza di camper, ma almeno una in cui si possa transitare senza dover sentire gli ammortizzatori in gola, senza avere il rischio di uscire di strada e trovarsi nelle fresche acque del torrente Bardine.

Tra due anni saremo di nuovo qui, a vedere come sarà la strada, se ci sarà ancora la strada, se oltre alle aree di sosta per i camper c’è anche una via di uscita per una vecchia utilitaria diretta verso il mare.

Diego Remaggi
Diego Remaggi

Direttore e fondatore de l'Eco della Lunigiana. Scrivo di Geopolitica su Medium, Stati Generali e Substack.